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balmorhea “clear language”

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[western vinyl]

Una lunga assenza che riconduce verso un percorso parzialmente abbandonato. A cinque anni di distanza da “Stranger”, disco che proponeva un ampliamento e un cambio di direzione nella scrittura di Rob Lowe e Michael Muller, tornano i Balmorhea con un nuovo lavoro che riporta la band texana verso le coordinate stilistiche che ne avevano  caratterizzato gli esordi.

Contemplativi paesaggi emozionali dipinti con tocco lieve e sfumature morbide si susseguono costruendo una sognante traiettoria attraverso atmosfere ariose ricche di luce e caldi riverberi. “Clear language” apre il viaggio indicando la direzione scelta, ammaliando con la ritrovata essenzialità del suono che lascia emergere sognanti melodie definite da eteree persistenze che incastrano cullanti arpeggi (“Dreamt”, “All flowers”), da romantiche armonie pianistiche (“Waiting itself”) e fluttuazioni acustiche dal sapore epico (“8.55”).

Lungo il tragitto appaiono a tratti gli echi delle evoluzioni sperimentate, condensate in sinuosi flussi dall’incedere pulsante (“Sky could undress”, “Behind the world”) o in risonanze ruvide striate di umore crepuscolare (“Slow stone”, “Ecco”).

Un ritorno convincente che testimonia una raggiunta piena consapevolezza.

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