how to cure our soul “mare”

[sequel]

How To Cure Our Soul - Mare - Cover.jpg

Porsi di fronte ad un insondabile mistero per definire se stessi in modo più esteso. Il mare con la sua vastità ed la sua irresistibile forza magnetica è da sempre prolifica fonte di ispirazione a cui rivolgersi. A ritrovarsi vittima di questo immenso fascino sono adesso gli abruzzesi How To Cure Our Soul, duo formato da Marco Marzuoli e Alessandro Sergente a cui si aggiunge in questo loro quarto capitolo Rossano Polidoro.

“Mare” è un immersivo  viaggio che si nutre dei suoni naturali dell’elemento prescelto combinati a frequenze soniche persistenti atte a scavare tracce profonde ed indelebili. Il rumore della risacca apre il lavoro lasciando emergere un punto di vista poeticamente meditativo rivolto verso la vasta distesa  d’acqua in costante movimento. Ad esso si sovrappongono gradualmente lunghe scie droniche che suggeriscono una parallela solitaria navigazione lungo la superficie liquida creando un costante sfasamento tra due dimensioni parallele modulate in modo tale da creare equilibri cangianti che non escludono mai nessuna delle due componenti.

L’intreccio risultante genera un andamento crescentemente ipnotico che gradualmente imprigiona escludendo tutto ciò che esterno e distante fino a giungere ad un terminale approdo segnato dal solo dominante dato naturale che chiude  un avvolgente percorso circolare.

Da affrontare in apnea.

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