andrea belfi “ore”

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Grezza materia plasmata per divenire prodotto prezioso. L’analogia suggerita dal titolo e dichiarata nelle note che accompagnano la pubblicazione del disco, esprimono con grande efficacia la direzione tracciata da Andrea Belfi  nel suo nuovo avvincente viaggio sonico che sancisce la nascita della londinese Float.

Una percussività dominante e spesso estremamente intricata che si incontra/scontra con frequenze sintetiche immaginifiche origina una complessa narrazione costantemente in bilico tra una ficcante ancestrale visceralità e un’affascinante deriva cosmica. Un percorso racchiuso tra i due estremi di un’onda rocciosa il cui profilo viene plasmato da Belfi attraverso ribollenti trame in divenire di inquiete basse frequenze combinate a strutture ritmiche cangianti (“Anticline”) a cui fanno da contraltare epiche tessiture dall’incedere profondo e perentorio (“Syncline”). Tra i due poli si incastrano pulsazioni in vorticoso crescendo che si aprono su lisergiche deflagrazioni elettroniche (“Iso”), dinamiche progressioni dense di ossessivo mistero (“Lead”) e dilatate immersioni tra stratificazioni oscure di incalzanti battiti e frequenze stridenti.

Ruvidamente avvolgente, “Ore” è un lavoro che non concede pause e che disegna una traiettoria in fondo alla quale giungere privi di fiato.

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