ot to, not to “these movements I & II”

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Ermetici bozzetti composti da segni non convenzionali eppure pienamente intellegibili. È certamente un cantautorato fuori dagli schemi quello proposto da Ian Mugerwa, giovane musicista americano che dopo “Goshen”, che lo scorso anno ne aveva segnato  il debutto, giunge alla sua seconda pubblicazione sotto l’alias ot to, not to.

Procedendo sulla scia dell’esordio, Mugerwa confeziona un doppio EP di canzoni dall’incedere sghembo, costruite attraverso una riuscita combinazione di oblique armonie acustiche e spregiudicate manipolazioni elettroniche. Le tracce risultanti da un simile approccio definiscono un microcosmo melodico dalla struttura atipica e irregolare eppure diretto e accattivante. Ci si ritrova piacevolmente spiazzati e rapiti ascoltando il minimale e straniante blues di brani quali “Muddy Waters” e “Homeless Problem” o le stridenti divagazioni di “Kamaji II” e “Degas’ Dancers” che ulteriormente accentuano il carattere sperimentale della scrittura di un talento alle prime prove, eppure già capace di segnalarsi tra gli artisti più promettenti da seguire.

Ricercata esplorazione pop.

 

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