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francesco covarino “olive”

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[thirsty leaves music]

23 settembre 2016. Un luogo nella città di Granada. Un evento importante alle porte. Isolato in uno spazio circoscritto Francesco Covarino scioglie momentaneamente il suo sodalizio con Alessandro Incorvaia per lasciare fluire libere le proprie sensazioni raccolte nel suo primo lavoro solista.

“Olive” raccoglie quattordici improvvisazioni registrate nell’arco di un’unica sessione, brevi bozzetti atmosferici dal carattere fortemente narrativo costruiti attraverso sequenze ritmiche scarne e assolutamente non inclini ad un gratuito sfoggio virtuosistico. Appare scelto con cura il singolo battito, viene concesso il giusto spazio per risuonare ad ogni fraseggio. Tutto scorre stringato e privo di fretta, eppure emerge un’urgenza espressiva che punta sull’essenzialità riducendo velocità e densità. Solo per brevi tratti l’incedere abbandona il suo caldo e placido flusso per formalizzarsi in trame più nervose e torrenziali (“oliva 85”, “oliva 55”) che rapide si spengono per tornare a convergere verso un immaginario pulsante fatto di colori tenui e morbide sfumature.

Un disco percussivo di spiazzante delicatezza pregno del profondo e prezioso influsso di una paternità imminente.

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