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vetropaco “subvoid”

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[st.an.da]

Un cinetico flusso di ribollenti particelle ingabbiate in ipnotiche spirali sonore. Si consolida ed espande l’atipico connubio artistico tra Gianluca Favaron e Andrea Bellucci condensandosi nel secondo capitolo a firma Vetropaco. Ripartendo dalle basi definite dall’omonimo esordio i due ridefiniscono il loro territorio condiviso esplorandone ulteriormente le potenzialità alla ricerca di una gamma più ampia e coesa di soluzioni.

Pur rimanendo elemento fondamentale nella strutturazione delle tracce, le marcate pulsazioni scolpite da Bellucci perdono la loro preminenza per lasciare emergere con prepotenza l’universo crepitante di Favaron, i cui alchemici intrecci erano relegati fin troppo in secondo piano nel primo disco. Ne risulta un nuovo equilibrio ancor più accattivante che vede alternarsi sequenze dai toni sulfurei cadenzati da ritmi disgregati e irregolari (“The soft zero”, “Subvoid”) ad algide progressioni metronomiche dall’incedere ossessivo costellate di convulse deflagrazioni di spigolosi frammenti (“Lanes and rings”, “Shell of ghosts”), fino a giungere a vaporose disgregazioni atmosferiche nelle cui trame continuano a fluire flebili frequenze granulose (“Crackling corners”).

Vetropaco assume così definitivamente i connotati di un processo pienamente condiviso, capace di amalgamare le istanze di due autori molto diversi eppure talmente duttili da trovare un efficace punto di incontro.

Un magma talmente freddo da bruciare.

 

http://store.silentes.it/catalogue/standa1702.htm

 

 

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