stefano de ponti | eleonora pellegrini “physis”

[manyfeetunder / grotta records]

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Nell’inquietudine di un presente al limite dell’inospitale si apre uno squarcio temporale in cui ritrovare l’ancestralità di un’origine irrimediabilmente distante per volgere lo sguardo verso un futuro incerto. Partendo da un’idea nata nel 2011 e gradualmente sviluppata ed espansa negli anni, Stefano De Ponti ed Eleonora Pellegrini giungono alla costruzione di un viaggio sonoro evocativo e affascinante che ripercorre le tracce che conducono dalla purezza della genesi al caos dell’antropocene.

Diviso in due parti ed impreziosito dalla stretta collaborazione di Emanuele Magni, “Physis” definisce un’immersione sensoriale in un universo magico e palpitante risultante da una scansione complessa di scene che si combinano riversandosi l’una nell’altra, dando vita ad un flusso narrativo la cui struttura cinematica rivela in modo prepotente l’interesse per le immagini in movimento e la loro concatenazione. Materici frammenti acustici, soffi sintetici e riprese ambientali si intrecciano plasmando un paesaggio apocalittico permeato dalla ricorrente apparizione di oniriche visioni di naturalistica quiete.

  1. Dalla persistenza di una fitta nebbia compare una voce a lanciare un’accusa reiterata fino a giungere ad un punto di rottura che dischiude la desolazione di un algido presente cadenzato dal crepitio di un fuoco indomabile. Lentamente, attraverso un graduale passaggio di scala si giunge a rintracciare una fonte vitale che rimanda ad un equilibrio perduto suggellato da un canto dolente che chiude lo scenario.
  2. Si torna all’oscurità regnante, ci si sprofonda nel mezzo e la si vive attraversando un magma ribollente i cui dettagli definiscono le sfumature irrequiete di una realtà opprimente. L’incedere diviene uniforme e si scioglie unicamente nel conclusivo dolce invito alla speranza di un futuro ancora possibile.

Sono molteplici e sfaccettati i rimandi a parole ed immagini che hanno man mano ispirato la forma definitiva di questo lungo percorso condiviso concretizzatosi infine in un’immaginifica opera da assorbire in tutta la sua avvolgente fisicità.

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