seki takashi “think”

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L’inquietudine del sentirsi soli in un incessante brulicare di vita, particella scissa da un tutto che si muove frenetico e indifferente. È una sensazione sempre più ricorrente tra chi trascorre la propria vita all’interno degli alienanti flussi dei grandi centri urbani e non ne è immune Seki Takashi, musicista d’istanza a Tokyo che attraverso le trame del suo nuovo lavoro prova a tradurre in suono tali apprensioni.

Gli otto capitoli che compongono “Think” costruiscono una meditativa narrazione fatta di persistenze risonanti che mutuano il senso di distacco derivante da tale condizione (“Voices”, “Reflection II”) e di densi soffi sintetici dai toni oscuri che si espandono con fare ossessivo (“Reflection I”, “Subway”) fino a tramutarsi in fitte nebbie isolanti (“Stopped thinking”) o che si aprono ad inattese stille melodiche che cadono come gocce di tangibile malinconia (“Wear down”).

È un punto di vista profondamente intimo ed emozionale esplicitato attraverso la costruzione di un ambiente algido e respingente dal centro del quale è possibile continuare ad osservare un mare tumultuoso incapace di bagnarci.

 

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