anenon “tongue”

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Uno scrigno segreto nel quale raccogliere un turbine di emozioni lontano dai riflessi di una realtà opprimente. Ha scelto una piccola e isolata mansarda di un’antica villa toscana Brian Allen Simon per trovare l’ispirazione e realizzare in un breve arco di tempo il quarto lavoro a firma Anenon, provando ad introiettare l’eco di una terra artisticamente fertile per generare un universo virtuale nel quale lasciare riverberare flussi di appassionata bellezza.

Costruite principalmente attorno al suono del sassofono soprano e del pianoforte,  le intense spirali sonore plasmate dal polistrumentista losangelino si sviluppano gradualmente come immaginifici arabeschi dalle striature orientaleggianti interpolate da quieti riverberi ambientali (“Open”, “Mansana”) o come incalzanti fughe verso orizzonti inafferrabili nelle quali le armonie si reiterano ossessive fino a divenire ritmo inarrestabile (“Two for C”, “Verso”, “Tongue”), riversandosi a tratti in minimale oasi contemplative nelle quali lasciare danzare solitaria la melodia (“Pure”, “Sardinia”).

Ne risulta un’ambience di ampio respiro che si muove tra paesaggismo sonoro, elettronica ed attitudine jazz a definire un afflato di nuovo classicismo ibrido e non pienamente definibile.

Una zona di conforto nella quale rifugiarsi per rigenerarsi.

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