enrico ascoli “four relics of love”

[manyfeetunder]

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Immagini nebbiose che riaffiorano impalpabili emergendo da remote profondità perdute nel tempo. È un tempo sospeso ed indefinito nel quale risuonano i quattro atti del breve viaggio tracciato da Enrico Ascoli, sequenza di fluttuanti paesaggi intrisi di profonda visionarietà.

Attraverso un’accurata cesellatura di suoni  e riverberi provenienti da un’ampia gamma di fonti il musicista italiano di base a Parigi definisce un’evanescente deriva dal tono nostalgico permeato da una senso di inquieto mistero che emerge costante tra le trame elettroacustiche. Un indissolubile soffio spettrale ammanta il succedersi delle vaporose visioni costruendo un fil rouge che lega placide persistenze adagiate su fondali finemente granulosi (“ex velo fluctuanti”), essenziali fraseggi dall’incedere incerto (“ex lacrima sirenis”), liriche fluttuazioni di archi cariche di crepuscolare enfasi (“ex cineribus noctis”) e crepitanti rarefazioni atmosferiche che si dissolvono in algida scia (“ex visceribus insulae”).

Poetici frammenti di un luogo inafferrabile eppure tangibile.

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