aries mond “come on let’s wait”

[eilean]

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Essenziali frammenti di oniriche sospensioni che emergono da crepitanti fondali di minute particelle in disgregazione. Trae ispirazione da una prolungata stagione di attesa vissuta sui Pirenei il disco che sancisce l’esordio del nuovo pseudonimo di Boris Billier definendo un nuovo punto sulla caleidoscopica mappa della francese eilean sempre più in via di ultimazione.

Combinando fluttuazioni sintetiche, stille ambientali e rarefatte armonie pianistiche Aries Mond disegna fragili fluttuazioni che permeano l’atmosfera con la loro leggera e parzialmente spettrale presenza riempiendo un vuoto che appare dilatarsi senza fine. In un ricercato gioco di equilibrio tra le parti si alternano intrecciandosi le componenti di un lessico scarno ma attentamente definito capace di plasmare divagazioni sonore che passano dall’esaltazione della pausa (“Come”, “Please”) all’enfasi del tempo che trascorre (“Come on let’s wait”, “So long”) fino a giungere a divenire breve rarefazione (“Again”, “Relentlessly”), ariosa risonanza cosmica (“Sure”) o sussurrato riverbero mesmerizzante (“Once Again”).

Un universo impalpabile che si espande in un infinito istante.

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