daisuke miyatani “diario”

[schole records]

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Gentili stille che precipitano leggere in un fondale silente espandendosi lievi come cerchi concentrici disegnati da gocce di pioggia che si infrangono su una quieta superficie liquida. Sono essenziali bozzetti dipinti con delicati tratti quelli che riempiono il taccuino personale di Daisuke Miyatani, raccolta di piccoli componimenti dal lirismo intenso originariamente pubblicati più di dieci anni or sono e adesso riediti in una nuova veste comprendente quattro pagine inedite.

È un respiro effimero quello che si espande dalle fragili creazioni del musicista giapponese plasmate attraverso minute trame di chitarra a cui si aggiungono radi ulteriori contributi acustici, che di volta in volta si intrecciano con placide scie ambientali, misurate modulazioni elettroniche e avvolgenti bordoni in persistente galleggiamento. Una luce calda e accogliente pervade ogni singola istantanea caratterizzando atmosferiche danze dall’incedere irregolare (“Rain Melodies”) a tratti ridotte a fugace e scarno frammento (“Niwa”, “Aiveo”), attimi estaticamente contemplativi (“Summer Child”, “Water Light”, “Hum”) e rarefatte narrazioni costellate di ipnotiche reiterazioni e marcate pause che ne enfatizzano il portato elegiaco (“Edanone”, “Yu”, “Sampo”).

È un microcosmo fatto di colori vividi e sfumature morbide che si concretizza con disarmante immediatezza per dissolversi con altrettanta rapidità, lasciandoci gli occhi colmi della magia di inafferrabili visioni.

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