de ponti / moretti “before we were foam we were unbridled waves”

[dinzu artefacts]

DNZ31+-+Square

Lasciare fluire libero il suono trasportati dall’istinto, in attesa che il germe si inneschi  per poi espandersi fino al suo definitivo esaurimento. Affidandosi alla profonda sinergia scaturente da un rapporto di collaborazione/confronto che parte da lontano e nutrendosi degli eterogenei stimoli derivanti da un’attività artistica svolta in ambiti e direzioni differenti, il duo formato da Stefano De Ponti  ed Elia Moretti giunge alla realizzazione della sua seconda tappa collaborativa che approfondisce e dilata quanto già aveva evidenziato nella precedente release.

A gettare le basi dei due movimenti che compongono l’irrequieto itinerario cesellato è la sensazione di sentirsi immersi in una realtà interessata da un graduale ed irreversibile fenomeno di disgregazione che concede sempre meno spazio a processi cognitivi lenti. A tale condizioni i due musicisti contrappongono un flusso sonico intricato che si sviluppa secondo complesse tessiture elettroacustiche dall’andamento irregolare. Scansioni ritmiche marcate, risonanze acustiche e frequenze sintetiche si combinano assumendo un’inafferrabile forma dai contorni labili capace di produrre una stratificazione di surreali visioni spesso contrapposte.

L’apertura ribollente di “High Tide”, scandita dalle pulsazioni nervose di Moretti, proietta istantaneamente in un vorticoso ed asfissiante moto ascendente che improvvisamente e senza soluzione di continuità si riversa in una stagnante inquietudine definita da dense fluttuazioni algide. Ad incrinare la raggiunta tesa stasi compare come urlo straziante la voce del clarinetto basso di Samuel Angus McGehee , che gradualmente si trasforma in un cupo e profondo riverbero che accompagna lo stridore della frattura generata. È da qui che riparte “Low tide” per proseguire lo sviluppo di questa dinamica trama che vede alternarsi scie crepitanti a pause dal sapore rupestre definendo un tracciato sensoriale fortemente materico.

È un universo immaginifico in graduale  rivelazione quello plasmato da De Ponti e Moretti, una proiezione emozionale basata principalmente sulla forza  scaturente dall’incontro/scontro delle componenti di un linguaggio lirico e composito che mette in secondo piano la definizione di una struttura chiara e minuziosa che possa fungere da guida all’ascolto.

Abbandonarsi al sentire per poter deflagrare con pienezza.

https://www.dinzuartefacts.com/dnz31

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