luca sigurtà “west of eden”

[shimmering moods records]

cover

Un itinerario magico che si snoda scandito dalle diverse sfumature di un incedere profondamente evocativo. Ha il sapore di un costante scivolare attraverso allucinati territori in impercettibile trasformazione il nuovo lavoro di Luca Sigurtà, moto ipnotico dai tratti inquieti che fluisce sinuoso incorporando elementi solo apparentemente antitetici.

Fluttuazioni ruvide, risonanze metalliche e saturazioni  nervose si combinano generando visioni plumbee che aleggiano minacciosamente indissolubili quando si espandono prive di scansione ritmica (“Cambria”, “Oracle”), divenendo ossessiva proiezione verso mete indefinite quando invece sono segnate dal reiterato flusso di pulsazioni algide (“Artesia”) o dal emergere di irregolari battiti interpolati a sordi riverberi e oblique interferenze armoniche (“Cobalt”). È un tracciato sinistro che solo sporadicamente si apre ad atmosfere più accoglienti definite da tessiture melodiche pervase di lieve malinconia (“La Habra”) e che culmina in un finale convulso di frammenti crepitanti combinati in una materica spirale che si disgrega in un ultimo oscuro soffio.

Costruito modulando con cura un ampio ventaglio di sfumature, l’universo emozionale di “West of Eden” con la sua compresenza di frequenze rumorose e scie armoniche conferma il fascino di un’esplorazione sonora basata sulla costante ricerca di un equilibrio insolito.

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