dakota Suite, Dag Rosenqvist and Emanuele Errante “what matters most”

[karaoke kalk]

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Un momento distante nel tempo che riverbera  giorno dopo giorno ricordando come un istante possa scandire un’intera esistenza. Un lavoro a sei mani eppure profondamente personale segna il ritorno di Dakota Suite, un diario intimo e dal tono discreto in cui si svela tutta la complessità di una vita che scorre senza sosta.

Ad affiancare Chris Hooson nella stesura di questa nuova mappa emozionale troviamo Dag Rosenqvist, che lo ha seguito nel lungo processo di composizione dei brani, ed Emanuele Errante con cui ha già condiviso nel 2011 lo splendido “The North Green Down”. Un nucleo eterogeneo a cui si sommano diversi altri musicisti tra cui Quentin Sirjacq, con cui Hooson ha più volte lavorato, e soprattutto la moglie e musa Johanna.

Mutuando la molteplicità di sentimenti che ispirano la sua genesi, “What matters most” si sviluppa come un percorso mutevole che alterna vere e proprie canzoni scandite dal canto dimesso dell’artista inglese, adagiato su fragili tessiture acustiche ibridate da frequenze sintetiche, ad atmosferici flussi sonori i cui toni cangianti delineano un’atmosfera instabile eppure estremamente coerente. Non esiste iato tra le trame malinconiche del piano dell’iniziale “constanta, 1992”, i rarefatti vapori da cui emerge dolente il sax di Lisen Rylander Löve di “de ziekte van emile”, i gentili arpeggi di chitarra combinati a flebili riverberi ambientali di “broken things are the glue of the world” e i racconti sussurrati dalla voce discreta di Hooson che con infinita grazia ci parlano di sconfitte e risurrezioni.

È un torrente senza soluzione di continuità che decreta passo dopo passo la profonda sinergia che lega i tre autori la cui cifra stilistica trova preziosa sintesi in ognuna delle tracce rimanendo comunque costantemente distinguibile. Si avverte così nitidamente la presenza di Rosenqvist attraverso le modulazioni ruvide che ascendono fino a disgregare la sequenza melodica, così come traspare evidente la vividezza cromatica delle rifiniture di Errante.

Ne scaturisce un tracciato sensoriale estremamente magnetico, capace di affascinare per la sua enfasi e la sua ricchezza di sfumature.
Da amare intensamente.

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