attilio novellino “a conscious effort”

[midira records]

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Tortuosi ed inafferrabili sono i percorsi della mente, complesso meccanismo intrappolato in un corpo che con la sua caducità spesso ne rappresenta un aspro limite determinante il prepotente emergere della sua oscura fragilità. È a questo indissolubile legame tra pensiero e materia che da forma “A conscious effort”, evocativo tracciato che vede Attilio Novellino restituito alla dimensione unitaria dopo la doppia collaborazione con Collin McKelvey  (“Hyperhunt”, “Métaphysiques cannibales”) e l’esordio del progetto Luton che lo vede accanto a Roberto P. Siguera.

Una solitudine assoluta, necessaria per plasmare fin nel più minuto dettaglio i diversi momenti di un lavoro ambizioso, un isolamento che non viene intaccato dai numerosi contributi presenti, affidati ad un nutrito numero di artisti scelti con estrema cura per giungere al pieno compimento di una visione profondamente chiara.

A partire dal flebile ribollio di interferenze costruite con l’ausilio di Daniel Mackenzie e Maxime Vavasseur, attraverso cui si fa largo il violoncello di Alex Vatagin nell’iniziale “Conceptual Experience Of The Body”, quel che si dipana è un incostante incedere tra l’evanescenza delle sensazioni  e la corposità della materia tradotto in un’estremamente composita sequenza di flussi che hanno nella loro persistente cupezza e tensione il tratto comune. Come a voler dare forma alle parti che compongono l’organismo, diverse eppure tutte collegate, e ai differenti stati di coscienza da esso attivati, Novellino costruisce un itinerario cangiante eppure coeso, che vede accostati senza soluzione di continuità scarne modulazioni costellate dalle metalliche trame ritmiche affidate a Tim Barnes a saturazioni di frequenze  allucinate , le irregolari ed oblique trame elettroacustiche del violoncello di Francesco Guerri e della chitarra di Paolo Cantù a convulse ascese di vorticose dissonanze, plumbee cavalcate elettriche cadenzate da pulsazioni profonde di Angelo Bignamini e Francesco Gregoretti a ruvide dilatazioni in dissolvenza, fino a giungere al conclusivo angosciato lirismo di “Amygdala poetry”.

Ne scaturisce un universo composito estremamente immaginifico, nel quale si riversano le molteplici istanze di un autore costantemente dedito  alla ricerca di soluzioni inesplorate. Radiografia di un’anima tormentata,  “A conscious effort” è un viaggio concettuale permeato da prepotente visceralità.

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