Immergersi nell’incanto di un luogo pervaso da un’aura primordiale in ascolto degli echi che flebili si propagano al suo interno. A quattro anni di distanza da “L’esprit de l’escalier” e a tre da “Beneath the bark”, che sanciva l’inizio del sodalizio con Orla Wren, Leigh Toro torna a marcare un punto sulla mappa in divenire della eilean records.
Combinando le trame del suo universo elettroacustico fatto di cristalline risonanze e frequenze lievemente increspate con gli ammalianti estratti ambientali raccolti nel territorio a lui circostante, il musicista inglese plasma un’affascinante microcosmo fatto di minute stille e vaporosi riverberi in costante evoluzione. Una sequenza di flussi sinuosi che scorrono quieti generando un’atmosfera magica in cui perdersi in estatica contemplazione.
È un procedere lungo una scia cullante alla ricerca di dettagli e sfumature infinitesimali che raccontano una storia di infinito stupore.
Sensorialità stimolante.
[…] di dramavinile, l’impressionismo ipnotico di Benjamin Finger e la magia rilucente dei paesaggi di Leigh Toro, le fluttuazioni armoniche di Emmanuel Witzthum e i ruvidi soffi di […]
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