Stijn Hüwels “tomodachi”

[dauw]

Affidarsi ad uno spunto altrui per costruire un lungo percorso che parla di sinergia ed amicizia. È una traiettoria collaborativa molto particolare quella plasmata da Stijn Hüwels  per realizzare il suo nuovo lavoro, un disco le cui tracce nascono tutte a partire da un frammento ottenuto da amici/musicisti verso cui nutre profonda stima.

Provando a seguire gli input raccolti, l’artista belga dà forma ad una meditabonda deriva che vede le sue eteree scie scaturenti dalla combinazione di flussi sintetici e bordoni di chitarra combinarsi di volta in volta a risonanze ambientali, schegge armoniche e campioni di varia origine. Intrecciando creatività personale a spirito collaborativo quel che prende forma è un vaporoso torrente onirico scandito da dieci omonime tracce, definite dal nome dell’autore del contributo, pervaso di ruvide frequenze che aleggiano in filigrana, di evocativi riverberi acustici o di contrastanti innesti pulsanti.

Attraverso il tocco di Hüwels le differenti sensibilità dei musicisti coinvolti trovano efficace collocazione all’interno di un coeso torrente sensoriale, delicato ed avvolgente omaggio ad un’amicizia che si nutre di suono.

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