Richard Luke “Glass Island”

[Moderna Records]

Sfiducia verso un presente complesso e speranza che insegue un possibile futuro di rinascita. Affonda le sue radici nella stretta attualità la musica di Richard Luke e lo fa scaturendo dalle riflessioni attorno a quel isolamento che la Gran Bretagna ha richiesto al resto del continente.

Ancora una volta accompagnato in fase compositiva ed esecutiva da Amira Bedrush-McDonald, che con il suo violino era già solida presenza nel lavoro di debutto “Voz”, il musicista scozzese si inoltra verso traiettorie sonore maggiormente ibride, espanse attraverso l’innesto di frequenze elettroniche che si insinuano tra gli intrecci scaturenti dall’intenso dialogo tra pianoforte e lo strumento ad arco. A rendere ancor più ampia la tavolozza interviene il contributo del contrabbasso di Kirsty Matheson presente in tre delle dodici tracce.

A partire da tali coordinate si sviluppa una narrazione agrodolce guidata dalle melodie plasmate da Luke sulla tastiera del piano, rese più avvolgenti e penetranti dal lavoro di rifinitura e saturazione della Bedrush-McDonald e il cui lato più inquieto si rispecchia nelle modulazioni sintetiche che emergono lungo il tracciato. Un percorso fatto di luci ed ombre che malinconicamente disegnano i contorni di una realtà fragile da preservare con cura.

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