øjeRum “on the swollen lips of the horizon”

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Un andare senza sosta attraverso paesaggi cangianti declinati di volta in volta utilizzando coordinate differenti. Prolifica e mutevole è la produzione di Paw Grabowski, al punto da rendere difficile avere una visione chiara ed esaustiva dell’intera traiettoria di øjeRum, peregrinazione risonante le cui numerose e diversificate tappe hanno nel loro portato immaginifico la cifra che le accomuna tutte.

È il libero ed estemporaneo fluire privato di rifiniture e successive manipolazioni a guidare l’artista danese in questa nuova incursione sonica, ipnotica deriva in due parti di dilatate scie sintetiche improvvisate in presa diretta.

Aleggianti frequenze si dipanano seguendo un incedere destrutturato, originando un saturo torrente di modulazioni pervase da sottile grana che lentamente avanza verso una meta indefinita e sfuggente. Inizialmente placido e cullante l’onirico flusso plasmato converge nella sua seconda parte verso una dimensione più accesa e inondata di abbagliante luminosità capace di rendere ancor più incerto il limite verso cui l’evanescente visionarietà di Grabowski si dirige.

Un viaggiare ammaliante per chi ama perdersi lungo il tragitto.

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