Tom Adams “Particles”

[Moderna Records]

Preziosi frammenti che sbocciano dalla tastiera del pianoforte quando il giorno volge al termine e il pensiero vola leggero attraverso idee e sensazioni che sgorgano spontanee. Hanno un’origine distante nel tempo, risalente a cinque anni fa, le particelle racchiuse da Tom Adams nel suo nuovo lavoro, piccolo scrigno di trame improvvisate e adesso raccolte a formare un coeso tragitto sonoro.

Affiancando al piano misurate frequenze elettroniche e vari  suoni di volta in volta scelti per dare più ampio respiro alle melodie plasmate, il musicista d’istanza a Berlino confeziona una sfaccettata sequenza di vaporose armonie che si espandono lievi disegnando traiettorie sognanti. È proprio questa componente onirica a fungere da filo conduttore tenendo insieme delicate trame minimali, a volte ridotte a breve scheggia (“Particle X (A Sudden Memory)”, “Particle VII”, “Particle IV”), altre scandite da morbide pulsazioni sintetiche (“Particle VI (Shadow & Light)”) o da vere e proprie linee ritmiche affidate alla batteria di Jon Callan, presenti anche nell’unico episodio più vicino alla forma canzone (“Particle VI B (Navigators)”).

Un’immersione gentile in un universo di sonorità carezzevoli libera da intenzioni e strutture limitanti.

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