Ecovillage “Hold my hand”

[eilean]

Eterei paesaggi dipinti con romantico impressionismo, avvolti da una vaporosa aura di delicata nostalgia. Un universo elettroacustico essenziale, dai tratti morbidi ed indefiniti si aggiunge alla mappa in completamento curata da eilean rec., un placido territorio intriso di contemplativa quiete tratteggiato da Emil Holmström e Peter Wikström che giungono al loro sesto lavoro sotto la denominazione Ecovillage.

“Hold my hand” segna un punto di svolta nel suono del duo, adesso maggiormente orientato verso la creazione di ambienti armonici definiti da fraseggi acustici, impreziositi dall’intervento di un circoscritto numero di musicisti capaci di ampliare ulteriormente la tavolozza individuata spogliandola da una possibile inclinazione verso un approccio ridondante. È con sinuosa grazia che le trame chitarristiche e le stille di piano di Ludvig Cimbrelius si insinuano tra le modulazioni ambientali di “Remember the sky”, così come con malinconico incanto emergono le tessiture di violoncello di David Feldman dai fondali sintetici di “Heaven in your eyes”. Ogni contributo, che si tratti della tromba di Christian Grothesi , del violino di Antonio Barbosa o dei frammenti melodici di Luis Miehlich, si riversa discreto ed imprescindibile tra le modulazioni plasmate dai musicisti svedesi, amalgamandosi fino a definire una scia risonante coesa ed ammaliante.

Lenta navigazione tra minimali scorci emozionali.

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