Rob Simonsen “Rêveries”

[Sony Masterworks]

Un respiro profondo, gli occhi si chiudono per un istante e l’immaginazione spicca il volo lenta e solitaria, libera da vincoli e barriere. Lascia andare la fantasia Rob Simonsen, la fa correre sui tasti del suo pianoforte, e così facendo traccia i nuclei di quelle derive sognanti che compongono l’album che ne sancisce il debutto solista dopo anni di collaborazioni e sonorizzazioni per immagini in movimento.

Una inclinazione, quella cinematica, che permea l’intero lavoro pur se in modo altalenante, rimanendo sottotraccia quando a dominare è la voce avvolgente e gentile dello strumento ed emergendo prepotente quando i fraseggi si intrecciano a trame elettroniche che morbidamente le inglobano.

Dall’apertura affidata al cullante andamento di  “Argenté” e fino al conclusivo arioso volo di “Ondes” quel che si palesa è la tendenza di Simonsen di costruire derive sinuose e sognanti che hanno la forma di delicate melodie incastonate in definite strutture che dell’iniziale processo di improvvisazione trattengono il portato emozionale. Tra danze di note dall’immediatezza cristallina (“Envol”, “Nuit Tombante”) e tessiture narrative più dense permeate da flebili battiti (“Coeur”, “Ciel”) ci si ritrova a vagare tra visioni aeree che si dipanano leggere costruendo un’oasi sensoriale nella quale immergersi alla ricerca di una pausa dal mondo reale.

Un paesaggio accogliente che aiuta a respirare più a fondo.

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