James Murray & Francis M Gri “Remote Redux”

[ultimae]

Sospesi in un limbo in cui il tempo e la distanza si dissolvono proiettando lo sguardo verso un infinito inafferrabile.  Si focalizza attorno al valore positivo dello spazio vuoto e della memoria la fusione dei tracciati sonori di James Murray e Francis M Gri, incontro ineludibile in considerazione di un’affinità che li ha più volte portati a pubblicare l’uno i lavori dell’altro, vicinanza di pensiero che si muove lungo traiettorie differenti qui rivelantesi pienamente compatibili e assonanti.

Dall’intreccio gestito in remoto tra le vaporose trame sintetiche plasmate da Murray e le cristalline risonanze armoniche cesellate da Gri scaturisce un’avvolgente marea di dense tessiture in lento e costante dipanarsi, un vaporoso torrente che scorre libero dalla forza di gravità per disegnare un paesaggio ammaliante in cui perdersi. Tra le pieghe di questa amniotica deriva, divisa in sei dilatati movimenti, emerge sinuosa un’aura malinconicamente meditabonda  sospinta dal placido fluire di correnti che a tratti si vestono di un’ombra di inquietudine e a cui fa eco la brillante luminosità di essenziali stille pianistiche e atmosferiche modulazioni chitarristiche.

Un viaggio sonico profondamente evocativo che incanta per la sua grazia e l’esattezza con cui si compie la sintesi tra due sensibilità artistiche complementari.

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