Artcore Machine “dubh”

[xonar]

Un’ultima algida eco prima che la macchina si spenga definitivamente. Oscuro e ribollente è il canto del cigno di Artcore Machine, progetto condiviso tra Moreno Padoan e Roberto Beltrame che giunge ad esaurimento dopo un decennio di pulsante esistenza.

Accidentate strutture scandite da nervosi battiti e percorse da ruvidi correnti elettroniche configurano una vorticosa sequenza di taglienti flussi sotterranei dominati da quel nero che totalmente informa la veste fisica del lavoro. Tra atmosferiche inquietudini ed ascendenti spirali rumorose prende vita un’inarrestabile discesa in un universo artificiale anti emozionale, un territorio freddo ed impervio nel quale si rimane inesorabilmente imprigionati, in balia di frammenti scabri e modulazioni alienanti.

Una progressione inesorabile di frequenze sintetiche che proiettano verso un deflagrante epilogo di decostruite tessiture soniche, lasciando come definitiva traccia una tormentosa distesa di granulosi detriti. In attesa di un nuovo inizio.

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