Nāda Mushin “Mono No Aware”

[KrysaliSound]

Mente che si libera del peso della materia per divenire vaporoso fluire attraverso sensazioni e umori in costante divenire, indefinita nube emozionale in espansione. È una navigazione evanescente ed intimistica a segnare il debutto di Nāda Mushin, pseudonimo scelto da Paolo Iannantuoni per firmare il suo primo, atmosferico tracciato risonante.

Sature frequenze dallo sviluppo sinuoso scorrono assecondando l’istinto, per generare flessuose strutture sensoriali pervase da algide lame di luce che emergono da fondali bui disegnando enfatici paesaggi sonori.

Pur composto da una sequenza di autonome tracce, il lavoro plasmato dal musicista lombardo si configura come unitario torrente di riverberi chitarristici, modulazioni sintetiche e frammenti ambientali che scorrono come materia vischiosa priva di mutazioni profonde e nette cesure.

È un susseguirsi di accesi contrasti che danno profondità a tratti netti cesellati per restituire un nebbioso immaginario, astratto ed avvolgente, immerso in incantati territori che combinano meditabonde premesse d’oriente e densi echi nordici.

Ascetica deriva tra i tortuosi meandri del pensiero.

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