The Humble Bee & Benoît Pioulard “I suppose I’m your future”

[dauw]

Ovattati microcosmi risonanti che galleggiano in un rarefatto limbo pervaso da indissolubile malinconia. È un incontro che ha dell’inevitabile quello che vede incrociarsi i percorsi di Craig Tattersall aka The Humble Bee e Thomas Meluch aka Benoît Pioulard, un connubio tutt’altro che fortuito che lascia emerge in modo chiaro un’affinità artistica nitida e proficua.

Quel che scaturisce da tale punto di congiunzione è un universo sensoriale profondamente tattile fatto di trame armoniche composte dall’accostamento variabile di stille elettroacustiche e frequenze ambientali pervase da correnti flebilmente granulose. Un intreccio che genera fragili derive meditative che vedono a tratti muoversi l’equilibrio tra le parti verso i margini di questo territorio ibrido approdando a momenti maggiormente nebbiosi e rarefatti (“Off camera”, “Folly”) o in stanze scandite da nervose, ruvide reiterazioni (“Grey confetti”, “Per”).

Una simbiosi fatta di incastri precisi che espande il portato evocativo di due sfere artistiche che procedono verso un orizzonte comune.

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