AES Dana “Inks”

[Ultimae]

Suono che scorre rapido e vitale come artificiale plasma che nutre iperbolici viaggi verso siderali orizzonti sintetici.  È un tragitto lungo ed incalzante quello che Vincent Villuis propone come ottava tappa del suo progetto AES Dana, un’esplorazione sensoriale che si nutre delle molteplici componenti che ne hanno influenzato fin qui il personale percorso artistico.

Interamente strutturate su un incedere ritmico marcato e preminente, le undici tracce del lavoro costruiscono una ostinata traiettoria pulsante su cui si innestano atmosferiche trame melodiche spesso relegate al ruolo di indispensabile corollario capace di aggiungere dettagli e sfumature ad un battere altrimenti fin troppo ipnotico e allucinato. Una presenza essenziale che nei passaggi più riusciti riesce ad imporsi facendo virare il flusso sonico verso atmosfere ambientali maggiormente avvolgenti ed evocative (“Inks”, “Transparency Syndrome”, “The Gradual District”).

Una navigazione vorticosa che lascia godere pienamente del territorio attraversato quando fa valere l’intensità dello sguardo sulla velocità del suo evolversi.

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