Julia Kent “partiture 2019/2020”

[live performance – Zō Centro Culture Contemporanee| catania]

Avvolti dal suono che si innalza come travolgente marea, abbandonati al flusso di emozioni che si propagano sinuose saturando lo spazio che attraversano. È un incanto indissolubile quello che aleggia nell’affollata platea dello Zō di Catania in occasione del ritorno, ad oltre quattro anni di distanza, di Julia Kent nella città etnea in occasione della nuova edizione di Partiture, un senso di magnetico stupore che interamente segna un’esibizione affrontata dai presenti in religioso silenzio.

Immersa nel buio della sala, infranto da un’unica luce che consente di seguirne le eleganti movenze, la virtuosa violoncellista canadese disegna placidamente i suoi enigmatici paesaggi sensoriali, scaturenti dal suo simbiotico rapporto con lo strumento, proiettando il pubblico verso vibranti scenari colmi di riverberi onirici e serpeggiante inquietudine. Sono strutture armoniche in costante e mutevole divenire, che si sviluppano a partite da uno scarno nucleo attorno a cui si stratificano reiterate trame, cesellate applicando alle corde diverse tecniche esecutive e a cui occasionalmente si sommano flebili frequenze elettroniche.  Da tale connubio scaturisce una densa sequenza di suadenti traiettorie, che si muovono tra espanse derive malinconiche e vorticosi crescendo carichi di pulsante enfasi, capaci di restituire pienamente il portato evocativo di un animo profondamente ricettivo capace di tramutare in struggente suono ogni prezioso sentimento vissuto.

Rapiti da un infinito istante di cristallina bellezza.

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