Patrizia Oliva “Celante”

[Setola di maiale]

Come Alice, cadere in un universo incantato, inseguendo oniriche visioni  che si susseguono lungo una sinuosa e vibrante traiettoria che congiunge la realtà al sogno confondendoli incessantemente. Ha radici lontane questo nuovo viaggio plasmato da Patrizia Oliva, nato da intuizioni sviluppate alcuni anni fa durante la scrittura di musiche per le immagini di un cortometraggio e accuratamente definite, portate a compimento durante un autunnale soggiorno nel piccolo borgo sulle dolomiti da cui prende il nome.

È materia viva e pulsante quella da cui traggono origine queste otto immaginifiche stanze, tutte imperniate su una vocalità che è contemporaneamente definito canto e astrazione sonica, intimamente connessa a trame sintetiche che placidamente ne completano la struttura. Tra ossessive reiterazioni, basse frequenze e dilatate modulazioni, le parole delicatamente scavano una traccia profonda divenendo faro da seguire per muoversi lievi in questo visionario oceano apparentemente essenziale, in realtà ricco di dettagli e sfumature da catturare gradualmente ascolto dopo ascolto.

Ne scaturisce un mutevole flusso attraverso paesaggi in bilico tra ipnotica indeterminatezza, obliqua deriva e ammaliante narrazione che conclude il suo tragitto confluendo in una terminale completa forma canzone che rivisita ed omaggia le parole di Pier Paolo Pasolini musicate nel lontano ‘68 da Domenico Modugno.

Una sensoriale immersione in un vivido paese delle meraviglie.

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