Furrows “A Thin Veneer”

[courier]

Un occhio artificiale alla scoperta di un universo alieno in balia di un equilibrio sconosciuto e straniante. È una peregrinazione sonica fatta di frequenze destrutturate e ruvidi frammenti a prendere forma lungo le nove tracce di “A Thin Veneer”, sequenza di improvvisati percorsi condivisi da Stuart Bowditch e Nick Dawson sotto la sigla Furrows registrati tra il 2017 e il 2018.

Spigolose ed irregolari, le traiettorie sintetiche modulate dal duo definiscono una deriva vorticosa tra territori sonori aspri e ribollenti costellati da risonanze rumorose ed echi allucinati, che si intersecano generando paesaggi ossessivi il cui carattere ipnotico è accentuato dall’emergere di strutture ritmiche convulse ed accidentate. È un ambiente privo di impronta umana, pervaso da un algida inquietudine che si riversa intatta visione dopo visione, generando un panorama di apocalittica desolazione percorso da scie elettriche e acidi vapori intermittenti.

Risonanze da un mondo dopo la fine del mondo.

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