FEAN “II”

[laaps]

Crepuscolari territori su cui regna un senso di indissolubile desolazione narrati in modo solennemente dolente. È all’insegna di una duplice continuità che prosegue il percorso della neonata Laaps, coerenza determinata dalla scelta di un ensemble che annovera tra i suo componenti  Jan e Romke Kleefstra (tra i fautori della prima tappa della label di Mathias Van Eecloo), qui affiancati da Mariska Baars, Joachim Badenhorst, Sylvain Chauveau, Annelies Monseré e Rutger Zuydervelt, e dalla materia che compone l’album risalente al periodo di registrazione del lavoro di debutto.

È quindi all’interno della medesima chiesa della Frisia, teatro del primo capitolo, che sono state catturate le traiettorie estemporanee di questo ibrido collettivo che intreccia nelle sue trame improvvisate risonanze acustiche, vapori sintetici, frequenze radio e declamazioni vocali profondamente teatrali. Quel che ne consegue è un evocativo viaggio ambientale dalle tinte algide in placido divenire, ispirato dal paesaggio circostante.

Una feconda intersezione di sfaccettati linguaggi sonori resi coerenti da una visone  e un’unità di approccio profondamente coesa.

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