Simon Balestrazzi “Cautionary Tales”

[st.an.da]

Indissolubile tensione che perentoria si espande ad annunciare l’inesorabilità degli eventi. Nasce da un processo compositivo diluito in un ampio arco di tempo il nuovo tracciato sonico di Simon Balestrazzi, inquieta ed inquietante raccolta di storie mai accadute pensate per fungere da ammonimento per chi si lascia tentare dal proibito.

Sulfurei vapori sintetici, riverberi concreti e risonanze acustiche di varia provenienza si combinano dando origine a sette flussi narrativi finalizzati attraverso un costante lavoro di stratificazione, che conserva di volta in volta l’eco del passaggio precedente. Riversandosi in parte le une nelle altre, le traiettorie risultanti, seppure cangianti per forma e durata, costruiscono un paesaggio sensoriale coeso e coerente, costantemente in bilico tra materica consistenza ed evanescenza da sogno oscuro, capace di accogliere al suo interno componenti sonore eterogenee che spaziano dalle campane tibetane alle lastre metalliche, dal salterio giocattolo preparato alle scie vocali di Sara Cappai e Monica Mariani.

Con fluida continuità si attraversano così persistenti trame in costante sviluppo e dilatate frequenze pervase  da nervosa grana, che raggiungono la loro pienezza espressiva negli oltre sedici minuti di “Last Feasts Of An Anonymous Trinity”, apice di un percorso sonoro profondamente immaginifico.

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