ЧЕРНИХОВ “CERNICHOV”

[Cathedral Transmissions]

Una notte densa, senza luce e senza prospettiva, che si espande inquieta priva di una fine da attendere. È un’oscurità corposa in costante evoluzione quella plasmata da David Gutman e Marco Mazzuchelli riuniti per la prima volta sotto la denominazione ЧЕРНИХОВ, una sinuosa scia ambientale che raccoglie cinque differenti paesaggi di un universo distopico e definitivamente distorto.

Scabri torrenti dronici scorrono come implacabile magma sonoro incorporando ruvide risonanze ed acuminate schegge risonanti. Tale materia si propaga dando vita ad atmosferici flussi ammantati da opprimenti nebbie, che assumono di volta in volta le sembianze di algide correnti pervase da una flebile ed inattesa eco romantica (“Years – Failure”, “Utopia”) o impetuose tempeste rumorose (“УВБ-76”, “Dissipated Poets”). È un andare fatto di evoluzioni e ridondanze che attentamente si susseguono per originare labirinti interiori privi di sbocco, vortici sensoriali che ascendono verso profondità sulfuree che risucchiano ogni possibile lama di luce per lasciare dominare un intenso ed indissolubile nero.

Esordio promettente per un duo che ha già annunciato un nuovo capitolo a breve in arrivo.

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