Fabio Selvafiorita “The Fall”

[Stellage]

Ribollente magma in costante mutamento, vorticoso fluire di spigolose trame dalla consistenza profondamente materica. È un universo acusmatico indomito ed eterogeneo quello che gradualmente prende forma attraverso lo sviluppo dei quattro lunghi tracciati scolpiti da Fabio Selvafiorita nel sul lavoro d’esordio solista, un territorio sonoro intricato che coniuga consistenza  tattile e pura astrazione.

Dall’elaborato intreccio di risonanze estratte coniugando fonti e metodologie differenti, il compositore milanese ricava viva e tagliente materia da modellare liberamente per definire una turbolenta drammaturgia in cui suggestioni letterarie e rimandi all’avanguardia rumorista del ‘900 si compenetrano per dare origine ad un itinerario sensoriale enigmatico e stimolante. Frequenze sintetiche, riverberi ambientali, manipolazione di nastri e modulazioni concrete si incontrano/scontrano lungo le dilatate traiettorie di questa immaginifica caduta sprigionando una persistente aspra tensione che si cristallizza in strutture complesse dalla geometria indefinita.

Pervasa da profonda inquietudine e da un’algida aura spettrale, questa dilatata ed irregolare spirale narrativa ricerca con costanza, lungo l’intera ora della sua durata, una risposta emozionale al suono capace di dischiudere un immaginario vivido proiettato oltre le stringenti barriere del dato oggettivo su cui abitualmente si fonda l’esplorazione del reale.

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