Stefania Avolio “Natural Element”

Indomito ed inafferrabile, intensamente sognante e pervaso da indissolubile inquietudine. È  il magnetico lirismo del mare, immaginifica fonte che da sempre ispira il mondo dell’arte, ad essere punto d’origine del debutto discografico di Stefania Avolio, ribollente itinerario emozionale dipinto con l’ausilio di essenziali pennellate minuziosamente distribuite.

È il suono del pianoforte a definire ed indirizzare l’atmosfera incostante e la percezione sensoriale mutevole  espressa dal succedersi delle nove tracce del lavoro, le melodie delicatamente estratte dalla tastiera e spesso dilatate da misurate interpolazioni elettroniche, a cui si sommano enfatiche modulazioni vocali gestite come ulteriore componente musicale. È infatti solo in due frangenti che la compositrice veneta ricorre all’ausilio delle parole, nell’umbratile  apertura affidata alle tremolanti  nebbie di “Symbiotic” e nelle sfumature jazzy di “Silent Moon”. Nella rimanente parte del lavoro, il canto si rivela come astratta frequenza, che sinuosa scivola e si amalgama al cullante moto delle armonie costantemente in bilico tra irrequieto fluire (“Natural Element”, “Blizzard”), a tratti incline ad un afflato cosmico acuito da una maggiore evidenza sintetica (“Cymatic”, “Hypnotic”), e struggente contemplazione (“Escapism”).

Un esordio interessante, con qualche punto di flessione lungo il tragitto, che ha nella formula ibrida del modern classical proposto il suo punto di forza.

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