Foresteppe “Odeyalo”

[laaps]

Continua senza sosta l’infinito viaggio tra paesaggi algidi e desolati di Egor Klochikhin, prolungandosi di una nuova tappa ancora una volta pervasa dagli echi sensoriali della sua terra d’origine. E non è solamente la matrice geografica a rappresentare un tratto comune della poetica che sottende il progetto Foresteppe, visto che a mantenersi inalterate sono altresì le coordinate stilistiche che indirizzano la sua ricerca sonora.

In questo nuovo itinerario gli scorci siberiani assumono la forma di due lunghi piano sequenza originati dall’abituale stratificazione di modulazioni analogiche, risonanze ambientali e frequenze sintetiche, entrambi costituiti dal succedersi, privo di soluzione di continuità, di microuniversi sonori che compongono una variegata coltre a cui il titolo fa riferimento. I frammenti analogici estratti da diversi nastri conferiscono una marcata consistenza tattile ad un flusso altrimenti astratto, scandito dal mesmerico sviluppo di armonie circolari il cui ostinato reiterarsi viene a tratti infranto dall’emerge di una ruvida filigrana o sature correnti vagamente rumorose.

Echi spettrali di una deriva atmosferica figlia di un perenne, rigido inverno.

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