Mhole   “Quando la morte ti sussurra sul permafrost”

[xonar]

Cronaca di un’estinzione annunciata. A due anni da “Sphores” – ideale colonna sonora per un mondo dopo la fine del mondo – il duo formato da Giovanni Leonardi e Moreno Padoan torna con un nuovo tracciato sonoro che prosegue l’esplorazione di un immaginario distopico post-apocalittico.  Se nel lavoro d’esordio  permanevano ancora sparute tracce di vita elementare, in “Quando la morte ti sussurra sul permafrost” ogni suono rappresenta la formalizzazione dell’assenza definitiva.

Materia di base dell’anti-musica marchiata Mhole è ancora un’elettronica astratta e respingente fatta di frequenze sintetiche taglienti interpolate da pulsazioni tendenzialmente decostruite e un vasto campionario di glitch, microtoni e risonanze. Dal ruvido incastro di questi elementi sgorga un magma aspro e glaciale che assume le sembianze di  una danza macabra techno  (“Da Irkutsk a Vladivostok”) o di una deriva ambient-techno le cui coordinate proiettano le evoluzioni autechreiane più impervie verso l’abisso più profondo (“Di spazi infiniti ed incommensurabile quiete”). Il suono è  frammentario,  marcatamente intricato nel suo essere artificiale, sospeso tra trame IDM algide (“La mutevole realtà della storia e l’incrollabile istanza del mito”) e atmosfere ambient oscure pervase da echi industrial (“Le peculiari circostanze che determinarono la nostra fine”). Immersione stimolante in un universo inquietante plasmato da risonanze futuribili.

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