Bruno Sanfilippo   “Tangible”

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L’importanza della fisicità che trascende i contatti virtuali, sentire con pienezza la presenza delle persone e dell’ambiente circostante. Si concentra su ciò che ci è stato ed in parte ci è ancora precluso il nuovo lavoro discografico di Bruno Sanfilippo proponendo una riflessione in musica sull’importanza di ritrovare il calore della vicinanza reale.

Contrariamente a ciò che si potrebbe immaginare, il compositore argentino non si avvale della voce solitaria del pianoforte per dipingere questo suo vivido immaginario preferendo invece utilizzare una tavolozza sonora più ampia che intreccia le melodie dello strumento con luminose modulazioni sintetiche. Da questa formulazione elettroacustica improntata ad una delicata essenzialità di matrice modern classical prendono forma ariosi paesaggi sonori innervati sui fraseggi fluidi dello strumento, che in due occasioni dialoga intensamente con le trame elegiache del violino di Laura Masotto (“Amapola”) e le risonanze emozionali del violoncello di Antonio Cortesi (“Amber Light”).

Quelle proposte sono istantanee atmosferiche tese a ricostruire impressioni sensoriali nitide e che nei passaggi più diluiti a tratti rimandano flebilmente a certe rarefazioni à la Sigur Ros venate di seducente malinconia (“Fleeing in the City”, “A Child Hugging the Tree”).  Un rinfrancante tuffo in un mare di ammaliante armonia.

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