Bad Pritt   “EP1”

[Shyrec | Ricco Label]

Affrontare l’assenza, arrendersi alla sua ineluttabilità concedendosi il tempo necessario ad elaborarne le conseguenze. Nasce dall’introspezione profonda il secondo tassello della discografia Bad Pritt cristallizzandosi in una breve sequenza di sette delicate istantanee intrise di dolente contemplazione. Al momento complesso Luca Marchetto fa corrispondere un netto cambio di rotta indirizzato verso risonanze scarne in bilico tra modern classical e sonorizzazione cinematografica, musica per immagini che sbiadiscono lasciando tracce indelebili.
Distante dalle oscure trame elettroniche dell’esordio, il suono si spoglia delle algide astrazioni vocali per farsi veicolare da esili partiture pianistiche che misurano il silenzio coadiuvate dall’elegia sinuosa degli archi e flebili tessiture sintetiche che aleggiano sullo sfondo. Nei vuoti che si aprono tra le diradate note emergono avvertibili echi ambientali e il rumore delle meccaniche dello strumento, componenti essenziali per definire una poetica fatta di essenzialità, di una purezza dal sapore orientale che rifugge l’orpello e una sterile drammaticità.
A prevalere è una luminosità morbida ed avvolgente, un bianco candido non a caso elemento dominante dell’accurato packaging ideato da Marco Pandin.  Un percorso emozionale intenso.

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