Bruno Duplant   “Le Jour D’après”

[Sublime Retreat]

Archiviate le recenti collaborazioni con Julien Heraud (“Nocturne Incertain”, Dissipatio) e Rutger Zuydervelt (“Synchronicité”, Sublime Retreat) il sempre prolifico Bruno Duplant torna alla dimensione solista confezionando un nuovo itinerario immersivo dai tratti decisamente crepuscolari. Quella notturna d’altronde sembra essere una dimensione particolarmente cara al compositore francese considerata la frequenza con cui viene eletta quale scenario delle sue derive elettroacustiche.
In “Le Jour D’après” però ci troviamo al suo limite, al cospetto di un’alba fredda che accompagna lo svolgersi di un’azione fatta di risonanze ambientali e tessiture concrete intrappolate in modulazioni distorte. La formula è ancora quella di un lungo piano sequenza in lento sviluppo scandito da scarne stille pianistiche – il tracciato non a caso è dedicato a Guy Vandromme – diluite in questa materia crepitante profondamente tattile.
L’interesse per la ricerca delle avanguardie del 900 interpolata all’amore per la letteratura, per le immagini statiche e quelle in movimento traspare sempre con implacabile evidenza infondendo uno spiccato  senso cinematografico ad un flusso sonoro rarefatto capace di rapire inesorabilmente.

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