Massimo Discepoli   “An Unusual Way To Disappear”

[DOF]

Un fitto intreccio di elettronica e tessiture percussive è l’invariante attorno cui ruota la ricerca sonora condotta da Massimo Discepoli. Musicista poliedrico alle prese con numerosi progetti solisti e collaborativi (Nheap, Nheap XP, Nunun, L.E.D.) ha negli anni portato avanti la costruzione di un peculiare lessico fondato sull’interconnessione di differenti spettri sonori che vanno dal jazz all’ambient includendo attitudine post-rock e sonorità fusion. Una maggiore spinta alla commistione di queste componenti ha prodotto lo scorso anno “Last year, the next day”, certamente il suo lavoro più composito e variegato.

“An Unusual Way To Disappear” segna un ritorno alla costruzione di strutture atmosferiche incentrate su un dialogo pacato di linee melodiche sintetiche e fraseggi di batteria. Ciascuna delle nove tracce proposte dal musicista umbro si delinea come una istantanea definita da circolarità e variazione, dicotomia sviluppata reiterando le trame di synth e interpolando in modo cangiante le trame ritmiche. Il risultato è una sequenza di soundscapes ipnotici in lieve e costante mutazione, movenze luminose che scorrono secondo andamenti pacati (“The Next Veil”, “Temporary Answer”) senza disdegnare passaggi articolati segnati da una percussività nervosa (“An Usual Way To Disappear”, “Glimpses Of A Dream”).

Qualunque sia la forma risultante a dominare è l’atmosfera elegiaca e l’immediatezza di un flusso sinuoso visivamente accostabile alle coreografie degli stormi richiamate dalla foto di copertina.

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