Adriaan Swerts   “One”

[piano and coffee records]

La brutale ed improvvisa consapevolezza della finitezza della vita, la voglia di esaltare la bellezza del sentimento quale unica reazione possibile. Come spesso accade, scaturisce da premesse funeste il lavoro di debutto di Adriaan Swerts, compositore belga rimasto disabile in seguito ad un incidente e costretto ad affrontare la perdita dell’amato nonno.

Sono queste le scintille che innescano un processo creativo fertile, proiettato alla costruzione di itinerari intimi costruiti a partire da una nutrita serie di diafani field recordings catturati tra i suggestivi paesaggi naturali dell’Islanda e della Scozia. Ad essi si sommano essenziali partiture acustiche generando immersioni silenti in territori di fragile incanto. Una quiete malinconica si irradia dalle strutture sonore plasmate da Swerts, assumendo di volta in volta la forma di dilatazioni atmosferiche vicine alle pagine più rarefatte dei Sigur Ros (Sleeping Mountains, Still), delicate partiture neoclassiche scandite da scarne stille pianistiche (Translucence, Old Shelter) e distese sintetiche percorse da correnti ruvide (Distant Overtones, Endless Sea). Soltanto Hold On, con la sua progressione nervosa, segna un alzata di tono in un insieme altrimenti scandito da un’atmosfera sempre sommessa, incline ad una grazia spontanea specchio di un sentire cristallino privo di mediazioni. Un placido inno al sublime.

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