Observatories “Flowers Bloom, Butterflies Come”

[IIKKI]

Un delicato inno al risveglio primaverile, il tenue stupore di fronte allo spettacolo della natura che rinasce. Si presenta delicato e fragile il nuovo capitolo della collana audiovisiva curata da IIKKI, affidato alla sensibilità di due navigati cesellatori elettroacustici quali sono Ian Hawgood e Craig Tattersall e allo sguardo ammaliante della fotografa giapponese  Miho Kajioka.

Dal dialogo tra i tre artisti chiamati in causa, ideale ponte tra i vapori dell’algida Inghilterra e il silenzio contemplativo del Sol Levante,  scaturisce una quieta deriva fatta di melodie acustiche sussurrate, permeate da frequenze analogiche che conferiscono consistenza materica  ai paesaggi disegnati. Cinque lunghi piano sequenza dallo sviluppo sinuoso strutturano la parte aurale del lavoro dando origine ad un placido flusso ipnagogico, al tempo stesso itinerario autonomo pienamente compiuto e perfetto commento sonoro delle fotografie di Kajioka.

Una preziosa celebrazione delle bellezza racchiusa nel vivere quotidiano.

Offthesky & The Humble Bee “We Were The Hum Of Dreams”

[laaps]

Eco distante di vaporose immagini sospese in un limbo in cui il trascorrere del tempo perde consistenza. A meno di un anno di distanza dalla loro prima collaborazione, tornano ad incrociarsi le strade di Jason Corder e Craig Tattersall per dare forma ad un nuovo condiviso flusso che vede fondersi  i rispettivi progetti solisti.

Slegata dalla componente visuale che accompagnava la pubblicazione realizzata per IIKKI, questa nuova traiettoria riparte ed espande il territorio sonico precedentemente esplorato spingendolo verso orizzonti sempre meno ibridi, definito da una preminente componente acustica che definitivamente rinuncia alle interferenze sintetiche inglobando solamente polverose reiterazioni analogiche.

Accantonate le tessiture degli archi che arricchivano le tracce di “All Other Voices Gone, Only Yours Remains “, a plasmare gli ammalianti paesaggi atmosferici disegnati da rarefatte trame armoniche in lento sviluppo sono adesso i soli Corder e Tattersall, a cui si aggiungono solamente i contributi vocali di Rin Howell e le incursioni del sax di Cody Yantis. Ne scaturisce un onirico torrente risonante, pervaso da placida malinconia, che lentamente si snoda tra evanescenti visioni che vibrano in un quieto mare di calda luce nel quale rimanere in ascolto del rumore dei sogni.

The Humble Bee & Benoît Pioulard “I suppose I’m your future”

[dauw]

Ovattati microcosmi risonanti che galleggiano in un rarefatto limbo pervaso da indissolubile malinconia. È un incontro che ha dell’inevitabile quello che vede incrociarsi i percorsi di Craig Tattersall aka The Humble Bee e Thomas Meluch aka Benoît Pioulard, un connubio tutt’altro che fortuito che lascia emerge in modo chiaro un’affinità artistica nitida e proficua.

Quel che scaturisce da tale punto di congiunzione è un universo sensoriale profondamente tattile fatto di trame armoniche composte dall’accostamento variabile di stille elettroacustiche e frequenze ambientali pervase da correnti flebilmente granulose. Un intreccio che genera fragili derive meditative che vedono a tratti muoversi l’equilibrio tra le parti verso i margini di questo territorio ibrido approdando a momenti maggiormente nebbiosi e rarefatti (“Off camera”, “Folly”) o in stanze scandite da nervose, ruvide reiterazioni (“Grey confetti”, “Per”).

Una simbiosi fatta di incastri precisi che espande il portato evocativo di due sfere artistiche che procedono verso un orizzonte comune.

The Humble Bee & Offthesky “All Other Voices Gone, Only Yours Remains”

[IIKKI]

Sbiadite istantanee sonore che si affiancano e sovrappongono a manipolate immagini sospese nel tempo, testimonianza fragile e polverosa del delicato scorrere del tempo. È un inno all’impermanenza, alla trasformazione lenta ed inarrestabile della vita ciò che informa il nuovo dialogo sinestetico promosso da IIKKI, incontro che vede fondersi la narrazione visiva di Nieves Mingueza e la sensibilità musicale di Craig Tattersall/The Humble Bee e Jason Corder/Offthesky.

Blandi soffi sintetici che si espandono sinuosi si intrecciano ad impulsi analogici e trame armoniche, arricchite attraverso l’ausilio delle tessiture acustiche di una piccola orchestra coinvolta per completare il confronto a distanza tra i due musicisti, generando figure sfuggenti che gradualmente prendono forma senza mai giungere a completezza. Perfetta eco di questo moto emozionale è rappresentata dalle immagini costruite dall’artista spagnola d’istanza a Londra, ammaliante susseguirsi di corpi e paesaggi spesso volutamente indefiniti e fuori da qualsiasi collocazione temporale.

Un itinerario parallelo affascinante e profondamente in sintonia, capace di aprire una toccante finestra su una dimensione che va oltre il presente.

emmanuel witzhum “songs of love and loss”

[eilean]

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Morbide fluttuazioni armoniche che col loro lento e mutevole dispiegarsi riflettono il trascorrere del tempo scandito dal graduale avvicendarsi delle stagioni. A distanza di oltre un anno dalla definizione, in collaborazione con Craig Tattersall sotto la sigla “E and I”, del punto 74 torna a fare la sua comparsa sulla mappa della eilean records Emmanuel Witzthum pubblicando dopo un lungo iato il secondo lavoro a propria esclusiva firma.

“Songs of love and loss” è un viaggio sonoro plasmato attraverso ricche tessiture di archi combinate in intrecci carichi di profondo lirismo. Armonie dense di romantici riverberi si espandono gradualmente seguendo il ritmo di fraseggi ciclici, che con il loro ossessivo reiterarsi generano mesmerizzanti fondali strutturanti paesaggi emozionali gradualmente convergenti da una iniziale malinconica evanescenza autunnale ad una ariosa e calda apertura estiva. Ombre grevi e luminosità tenue ed avvolgente si alternano lungo il percorso definendo un tracciato di palpitante e a tratti solenne sensorialità.

Una peregrinazione umorale profondamente enfatica cesellata con dettagliata cura.

e and i “the colour of sound”

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Libere fluttuazioni che seguono il corso dei pensieri in balia delle sensazioni del momento, colore che si trasforma tramutandosi in suono. A cinque anni di distanza dall’ultima pubblicazione torna il progetto E and I che riunisce Craig Tattersall (The Humble Bee) e Emmanuel Witzthum concretizzando il punto74 sulla sempre più ampia mappa della eilean records.

Il portato sinestetico delle dilatate trame create dai due artisti è reso esplicito dal titolo del lavoro e confermato dalle parole di Witzthum, riportate nelle note di copertina, che raccontano della sua attitudine di trasformare in colore dapprima i numeri e poi anche i suoni. Sia che si espliciti attraverso composizioni  relativamente brevi,  ma soprattutto quando assume la forma di lunghe suites , il flusso scaturente dalla sinergia tra le vaporose  ed eteree modulazioni sintetiche e  le malinconiche linee degli archi si sviluppa costantemente su coordinate sognanti a cui risulta immediato abbandonarsi. A tratti le liquide divagazioni si appoggiano riverberando su fondali più ruvidi (“56”) oppure si muovono lievemente stridenti rispetto alle fragili melodie della viola (“35”) senza però perdere mai quel senso di mancanza di confini e approdo che domante lungo gli oltre novanta minuti di questo monumentale “The colour of sound”.