foudre! “kami神”

[gizeh records]

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Indomabile ed in costante fermento, si riversa implacabile come il più minaccioso dei  fenomeni della natura il magma sonoro scaturente dalla quarta prova che vede riuniti Frédéric D. Oberland, Romain Barbot, Grégory Buffier e Paul Régimbeau sotto la denominazione FOUDRE!

Registrato dal vivo e diviso in cinque movimenti, il disco disegna un granitico tracciato privo di soluzione di continuità che si estende plasmando un roboante rituale in cui si scontrano echi ancestrali e frequenze contemporanee. Modulazioni sintetiche e scie elettriche si combinano originando irrequiete spirali risonanti a tratti scandite da ossessive pulsazioni, visioni cinematiche proiettate verso un terminale punto di deflagrazione dal quale emergono caotici ritmi ribollenti e richiami urlanti.

Quella che si compie è una graduale e inevitabile apocalisse che vede l’ostinata e scabrosa persistenza del suono divenire dirompente elemento capace di disgregare la ruvida materia e conferire consistenza alla spettrale evanescenza. Un’oscura catarsi.

 

foudre! “earth”

[gizeh records]

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Algide e apocalittiche irrompono le frequenze sintetiche plasmate da Frédéric D. Oberland, Romain Barbot, Grégory Buffier e Paul Régimbeau ancora una volta riuniti per dare vita al terzo capitolo del progetto FOUDRE!, che in questa occasione si arricchisce ulteriormente attraverso il prezioso contributo di Christine Ott.

Registrato all’interno di una chiesa gotica del XVI secolo, il disco nasce come commento sonoro in presa diretta dell’omonimo film sperimentale dell’artista singaporiano Ho Tzu Nyen, dal quale mutua la visione drammatica e inquieta. Stratificazioni nervose di psichedeliche fluttuazioni costantemente sul punto di deflagrare costruiscono vorticose spirali ascendenti cariche di tensione, narrazioni sonore dense ed oscure il cui costante portato evocativo viene enfatizzato esponenzialmente quando viene arricchito dalle spettrali tessiture cesellate sull’onde Martenot dalla talentuosa musicista francese (“Sleep”, “Goliath”). L’atmosfera elettrica che accompagna la performance fin dalle prime battute di “Still-life” si scioglie soltanto nella lenta e cadenzata trama di “Mirror” che lentamente si spegne decretando la conclusione di questo palpitante racconto.

Frédéric D. Oberland “Même Soleil”

[IIKKI]

Un profondo portato sinestetico è un’iattitudine pressoché  inevitabile nella pratica sonora di Frédéric D. Oberland. Oltre ad essere un talentuoso fotografo autodidatta, il polistrumentista francese è stato più volte autore con gli ensemble di cui è parte (Oiseaux-Tempête, FOUDRE!) di commenti sonori per pellicole cinematografiche. Appare quindi perfettamente coerente la sua presenza all’interno della serie di pubblicazioni audio-visive curate da IIKKI.

Malgrado, come detto, sia egli stesso un abile creatore di immagini, il suo coinvolgimento qui è relegato alla costruzione del tracciato sonoro, mentre  la parte fotografica è stata affidata a Gaël Bonnefon. Il lavoro rappresenta la terza opera solista di Oberland ed evidenzia un netto ampliamento della sua tavolozza di droni, field recordings e modulazioni sintetiche grazie all’innesto di ampie partiture acustiche.  La voce di flauti e sassofoni, sezioni ritmiche definite e trame chitarristiche definiscono così un universo elettroacustico caleidoscopico nutrito ulteriormente da viaggi e contatti con culture esotiche. Questa miscela di istanze diverse si rivela evidente fin dalla traccia di apertura (“Augures”), vero e proprio viaggio verso oriente costellato da cambi di intensità che modulano uno sviluppo altrimenti orizzontale del suono. I medesimi echi si irradiano dal successivo dittico che confluisce da spirali elettroniche (“Quatre Épaves D’Acier”)  verso flussi vocali altrettanto vorticosi (“En Cercle Immergé”).

All’interno di questa torre di Babele sonora non mancano visioni cosmiche proiettate verso abissi insondabili (“À Notre Nuit”) che rendono ancor più ammaliante l’itinerario proposto. Di questo immaginario ibrido le immagini di Bonnefon – con i loro colori acidi, a tratti violenti  e la grana marcata ad evidenziare un processo alchemico/analogico – rappresentano un’esatta traduzione visiva capace di rendere totale la fusione tra le due dimensioni sensoriali affini. Il risultato è una suggestiva immersione in risplendenti attimi di straordinaria quotidianità.

10 Playlist per i 10 anni di Sonofmarketing (2010 -2019) – 2018

a cura di sonofmarketing

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Soap & Skin. Il grande ritorno della cantautrice austriaca con l’album “From Gas To Solid/You are My Friend” che arriva a sei anni da “Narrow”. Atmosfere meno soffocanti e una maggiore ricerca delle armonie segnano questo nuovo capitolo della sua discografia. Questa è “Surrounded”.

Ben Lamar Gay. Musicista di Chicago fra i più interessanti della scena contemporanea, Ben Lamar Gay con “Downtown Castles Can Never Block The Sun” dimostra come il jazz si possa aprire a qualsiasi interpretazione e non a caso la pubblicazione è avvenuta su International Anthem che abbraccia questa visione “alternativa” dello spirito jazz. Questa è “Melhor Que Tem”.

Anna Von Hausswolff. “Dead Magic” è l’album che consacra il talento della cantautrice e musicista svedese Anna Von Hausswolff. Vi proponiamo  “The Truth, The Glow, The Fall”.

Frédéric D. Oberland. Frédéric D. Oberland è un musicista e compositore francese, noto anche per  la sua avventura con i progetti Oiseaux Tempete, FareWell Poetry e FOUDRE! “Labyrinth è il nuovo album solista uscito per Nahal Recordings il cui suono rispecchia il mood tenebroso dell’artwork.

Julia Kent e Jean D.L. “The Great Lake Swallows” (Gizeh Records) è il risultato della collaborazione fra la violoncellista canadese Julia Kent e il musicista belga Jean D.L.  Questa è la traccia che chiude l’album.

Saxophones. “Song of The Saxophones” è l’album di debutto del duo di Oakland The Saxophones. 10 perle di eleganza e intimità. Vi proponiamo “Picture”

Third Eye Foundation. Il ritorno di Matt Elliott con il suo side project Third Eye Foundation. “Wake The Dead” arriva a 8 anni dal suo ultimo lavoro “The Dark”.

Meg Baird & Mary Lattimore. “Ghost Forests” è l’inedita collaborazione dra Meg Baird degli Espers e la virtuosa dell’arpa Mary Lattimore. Vi proponiamo la soave tensione di “Between Two Worlds”

Burial & The Bug. “Fog/Shrine” è il primo EP collaborativo fra due delle figure più importanti dell’elettronica contemporanea: Burial e The Bug. Fra le migliori release del 2018.

Daniel Blumberg. Il 2018 vede anche il debutto solista di Daniel Blumberg (Cajun Dance Party e Yuck) con “Minus”, uscito per Mute Records. Questa è “Stacked”.

Cosmo Sheldrake. Il debutto straordinario del cantautore londinese Cosmo Sheldrake è la dimostrazione come il folk può essere una questione complessa e composta da diverse trame, con l’utilizzo di diversi strumenti che fortificano la narrazione. Questo è uno dei suoi primi singoli e si intitola “Egg and Soldiers”.

Low. Chiudiamo con l’ultimo capolavoro dei Low, “Double Negative”.

The Place Beyond the Pines #7

a cura di sonofmarketing

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Il primo grande album di questo 2017 ha la firma di Bonobo (Simon Green). “Migration”, uscito qualche giorno fa, dimostra per l’ennesima volta la classe e il talento del musicista britannico. Questa è l’onirica “Second Sun”.

 Second Sun – Bonobo

 

 

FOUDRE! È il progetto che coinvolge Frédéric D. Oberland (Oiseaux-Tempête, The Rustle Of The Stars, F areWell Poetry), Romain Barbot (Saåad, I Pilot Dæmon), Grégory Buffier (Saåad, Autrenoir), Paul Régimbeau (Mondkopf, Extreme Precautions, Autrenoir), e la collaborazione di Christine Ott. Earth è il nuovo album che uscirà il 17 febbraio via Gizeh Records ed è anche la colonna sonora dell’omonimo film diretto da Ho Tzu Nyen. . “Goliath” è il primo singolo estratto.

 Goliath – Foudre!

Dom Robinson è un giovane cantautore di Leeds influenzato da artisti come Keaton Henson, The Tallest Man On Earth, Bon Iver, Ben Howard, Frightened Rabbit. “Good Love” è un nuovo brano uscito qualche giorno fa.

 Good Love – Dom Robinson

Gailes è il nuovo progetto collaborativo di Benoît Pioulard and Rafael Anton Irisarri (già insieme per il progetto ORCAS). Seventeen Words è l’album di debutto che uscirà il 10 Febbraio via Ba Da Bing Records. “Surface Variation in the Snowfall” è il primo brano disponibile in streaming.

Surface Variation in the Snowfall – Gailes

Gidge è il duo svedese compostoda Jonatan Nilsson e Ludvig Stolterman. A tre anni dal debutto con “Autumn Bells”, hanno pubblicato un nuovo lavoro intitolato LNLNN , uscito per Atomnation. “Lit” è il singolo che vi proponiamo che mette in evidenza l’essenzialità e l’eleganza del loro suono.

Lit – Gidge

 


A un anno dalla collaborazione con Giulio Aldinucci, Francesco Giannico ha annunciato il suo ritorno con un nuovo album. “Deepness” uscirà ufficialmente il 25 gennaio via Manyfeetunderconcrete. “See” è il primo singolo estratto.

See – Francesco Giannico

 

 

Oliver Brouwer è un giovane compositore e pianista di Lancaster. “Lp1” è il suo album di debutto uscito a dicembre dello scorso anno. Vi proponiamo la fragile delicatezza del brano “III”.

III – Oliver Brouwer

 

 

A due anni dall’uscita di “Music ofr film and Theatre”, la cantautrice norvegese Rebekka Karijord ritorna con un nuovo album. “Mother Tongue” uscirà ufficialmente il 27 Gennaio via Control Freak Kitten Records. “Home” è l’affscinante nuovo brano estratto che mette in evidenza la sua grazia vocale e compositiva.

Home – Rebecca Karijord

 


A pochi mesi dall’uscita di 5 Movements (1631 Recordings), il compositore e musicista tedesco Hauschka (aka Volker Bertelmann) ha annunciato il nuovo album. “What If” uscirà il 31 Marzo via City Slang. “Familiar Thing Disappear” è il primo singolo estratto. Ecco il video ufficiale.

Familiar Things Disappear – Hauschka

 

 

Kingdom è il moniker del producer losangelino Ezra Rubin,  conosciuto anche per essere il cofondatore di Fade to Mind label. Ha nnunciato il suo primo full-length. Tears In The Club uscirà ufficialmente il 24 Febbraio. La title-track mette in mostro il suo approccio dinamico e di esplorazione alle sonorità elettroniche.

Tears in the Club – Kingdom

 

 

“In The Undertow” è il risultato della collaborazione fra il musicista scozzese Matthew Collings (Graveyard Tapes and Sketches for Albinos) e il regista britannico Ian Waugh. Ecco l’ipnotico video.

Ian Waugh/Matthew Collings.

 


I Wolf Eyes hanno lanciato la nuova label  Lower Floor Music e hanno annunciato il nuovo album intitolato “Undertow” che uscirà il 24 Marzo. Ecco la title-track.

Undertow – Wolf Eyes