1 1 1 1 2 2 – Stochastic Resonance 11 years activity – EP 1 1 1 1 2 2 B

Prosegue il processo di graduale rivelazione dell’itinerario sonoro curato da Stochastic Resonance per celebrare i suoi 11 anni di attività. Nuova immagine realizzata da Scual e nuova terna di artisti per un’esplorazione che continua a presentarsi sfaccettata ed immersiva.

EP 1 1 1 1 2 2 B
La seconda tappa si apre sulle asprezze ambient-noise del duo Vitolo/Buoninfante che con “Morticelli” ci lascia gradualmente sprofondare in un territorio di brillante oscurità costellato di glitch e frequenze nervose. Confortanti echi naturalistici ci riportano sotto la luce del sole prima di trasfigurarsi nel paesaggio stratificato in decadimento – affine alle reiterazioni malinconiche di Basinski –  voluto da Alessandro Ragazzo. Spetta alle risonanze luminescenti modellate da Stefano Tashi il compito di dissipare le ombre deviando il tracciato verso orizzonti ipnotici in attesa di sapere dove ci porterà la prosecuzione del viaggio.

aa.vv. “Interi Coprimi 16”

[Stochastic  Resonance]

Suono come cura per affrontare una stagione complessa, virtuosa eco che trasporta le sfaccettate sensazioni legate all’isolamento e all’incertezza. Tra riflessioni sull’attuale momento storico e raccolte di fondi , si fanno sempre più numerose le iniziative proposte dal settore artistico legate all’emergenza COVID 19. In tale scia si inserisce “Interi Coprimi 16”, pubblicazione digitale curata da Stochastic  Resonance i cui proventi saranno devoluti all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.

Sedici firme per sedici tracce, incastrate in una sequenza narrativa che ha nel suo portato emozionale l’unico punto di convergenza, dando origine ad un cangiante flusso atmosferico che raccoglie la voce di ciascuno degli autori prelevata dalla personale, temporanea isola.

Un torrente denso il cui preminente tono  inquieto si irradia fin dalle granulose correnti della traccia di apertura (Fabio R. Lattuca), assumendo man mano la forma di  sinuosi vapori sintetici (Curved Grooves),  progressioni pulsanti incalzanti (Marco Malasomma, Camilla Pisani) o incrociate a placidi frammenti armonici (Kenta Kamiyama, Stefano Tashi), desolanti trame attraverso l’oscurità impenetrabile (Vitolo/Buoninfante, Giulio Aldinucci, Amptek), vorticose destrutturazioni (dTHEd), solenni modulazioni intersecate da evocative risonanze ambientali (Ynaktera) e sature derive che corrono verso una terminale deflagrazione (Maselli/Pozzolini, Scual, Angelina Yershova, Imok), fino a giungere ad una parziale, terminale apertura verso orizzonti di confortante luce (Matteo Silvestri).

Un confronto libero e privo di schemi, cristallizzato in un viaggio risonante ricco di soluzioni e sfumature peculiari.