rafael anton irisarri “sirimiri”

[umor rex]

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Un oceano di profonda desolazione che si espande gradualmente  fino a divenire impenetrabile superficie priva di limiti. A meno di un anno di distanza dall’apocalittico scenario di “Shameless Years” e a distanza ancor più breve dall’epilogo di “Midnight Colours”, Rafael Anton Irisarri torna a dipingere scenari di infinita e rassegnata malinconia definiti attraverso i suoi abituali flussi immaginifici dal portato evocativo travolgente.

Convergono qui verso atmosfere più introverse le cattedrali di suono scolpite dall’artista americano, costruite attraverso un minuzioso processo di reiterazione in cui ogni ciclo mutua il precedente senza mai emularlo totalmente realizzando un crescendo in cui l’eccezione prevale sulla regola. Pensati come un unico itinerario da percorrere senza soluzione di continuità, i quattro capitoli di questo struggente nastro di Möbius scorrono lasciando tracce indelebili che partendo dall’enfatico crescendo di “Downfall” e la granulosa densa inquietudine di “Sonder” impreziosita dalla chitarra di Carl Hultgren, si spostano gradualmente verso territori meno cupi e più meditativi. Ad aprire questa nuova dimensione troviamo la mesmerica marea di morbide risonanze che scorrono su un irregolare fondale di “Vasastan” a cui fa seguito la toccante, conclusiva “Mountain stream”, che con le sue luminose modulazioni tra cui si incastrano le tessiture pianistiche di Taylor Jordan, sancisce un punto di approdo che apre a squarci di velato ottimismo.

Un tracciato avvolgente e totalizzante che partendo da un lessico ormai consolidato converge verso nuovi territori da esplorare per divenire possibili nuovi punti di inizio.

leandro fresco & rafael anton irisarri “la equidistancia”

[a strangely isolated place]

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Pensieri liberi di fluire attraverso uno spazio permeabile privo di limiti fisici e temporali. Sono trame di eterea concretezza quelle nate dalla collaborazione a distanza tra Leandro Fresco e Rafael Anton Irisarri, un incontro virtuale da cui scaturisce un’onda emozionale capace di ridurre drasticamente la distanza geografica che divide i due artisti.

Le sei tracce, nate da un minuzioso lavoro di cesellatura, fondono in un equilibrio sorprendente la morbida vena melodica delle modulazioni del musicista argentino alle pulsanti frequenze organiche di Irisarri generando vaporose dilatazioni dall’incedere sinuoso. È una foschia sintetica densa, venata da una lieve malinconia dalla quale emergono dinamiche fughe armoniche (“Cuando El Misterio Es Demasiado Impresionante, Es Imposible Desobedecer”) e granulose striature in filigrana (“Bajo un Ocaso Desteñido”, “Lo Esencial Es Invisible A Los Ojos “, “Las Palabras Son Fuente De Malentendidos”). L’evanescente ambiente risultante accoglie una luce abbagliante che gradualmente si affievolisce lasciando spazio a toni più cupi ed inquieti (“Entre La Niebla”) che infine si sciolgono in una onirica deriva all’insegna di un completo abbandono dei sensi  (“Un Horizonte En Llamas”).

Un incontro artistico fecondo che ci auguriamo si ripeta ancora.

Sonae – Summer

[laaps]

L’equilibrio uomo-natura ormai compromesso e le innumerevoli problematiche ad esso connesse sono da anni al centro non solo del dibattito socio-politico, ma anche di tanta produzione artistica. In campo musicale e in modo particolare nell’esteso universo delle musiche altre, sempre più spesso ci si trova al cospetto di paesaggi sonori che danno rappresentazione del malessere crescente generato da una crisi sociale e bioclimatica proiettata verso orizzonti catastrofici. Esemplificativi di un tale orientamento sono le opere più recenti di artisti quali Lawrence English e Rafael Anton Irisarri, autori di itinerari sintetici permeati da profonda inquietudine. Distante per sonorità e approccio dalle formulazioni ambient-drone dei due, il quarto album di Sonia Güttler aka Sonae si inserisce pienamente in questa scia.

Composto per essere la quattordicesima uscita curata dall’etichetta Laaps, nel corso della sua lavorazione “Summer” è divenuto altresì componente audio di un’installazione multimediale realizzata in collaborazione con Jennifer Trees. Su un enorme schermo bipartito si affiancano paesaggi estivi pervasi di quieta bellezza e immagini di inquinamento e devastazione a cui fanno eco le trame elettroniche della producer tedesca che incastrano rassicuranti field recordings naturalistici, droni stranianti generati dagli archi e tessiture nervose scandite da beat profondi e compassati. Ciò che questo intreccio lascia emergere è una visione obliqua fatta di tracciati ritmici  dal vago sentore industrial techno ( “Steam”), modulazioni lisergiche in graduale dissoluzione (“Soleil Noir”) e nebulose distese di ruvide melodie disturbanti (“Heat”).

Sommando le intuizioni delle sue precedenti uscite Sonae costruisce un viaggio in abile equilibrio tra armonia e dissonanza, impatto e sperimentazione restituendoci i tratti di un’estate anomala in cui si fondono/confondono leggerezza e malinconia, la calda luce del sole e le ombre cupe di un futuro sempre più incerto, specchio di un’epoca che richiede consapevolezza e un deciso cambio di rotta.  

GALÁN / VOGT   “The Sweet Wait”

[Editions Furioso]

La ricerca di una dimensione onirica, il connubio tra modulazioni atmosferiche e partiture vocali eteree è un tratto distintivo della produzione più recente di Pepo Galán. Un’attitudine evidente che ad inizio anno aveva condotto alla realizzazione di un lavoro condiviso insieme alla coreografa/cantante tedesca Sita Ostheimer. Un’ulteriore passo verso territori sempre più dreamy contraddistinti dal canto femminile viene adesso compiuto con la pubblicazione del primo tassello firmato GALÁN / VOGT , album che vede il musicista spagnolo affiancato da Karen Vogt degli Helicoland.

Fin dalle frequenze di apertura di “The Dark Opens The Way” quel che appare subito evidente è il virtuoso equilibrio tra portato melodico e ambient rarefatto, una miscela efficace capace di mettere in risalto le due anime del progetto senza definire gerarchie dominanti. I flussi vaporosi scaturenti dalla combinazione di drone di chitarra, risonanze pianistiche e tessiture elettroniche creano il perfetto substrato sul quale si espandono le interpretazioni brillanti dell’artista australiana di stanza a Parigi, il tutto corroborato da un nutrito numero di collaborazioni (Jolanda Moletta, Achim Färber, Mark Beazley, Simon McCorry). Tra questi contributi c’è da evidenziare quello di Akira Rabelais – a cui è stata affidata la creazione un’estensioni ai brani (“Panacea”, “Above The Aether”) che chiudono i due lati del disco – capace di espandere il paesaggio sonoro verso ammalianti orizzonti vagamente spettrali e il lavoro di rifinitura in fase di masterizzazione di Rafael Anton Irisarri.

Quel che prende forma da questa atipica fusione di movenze slowcore (“Starseed”), influssi dark-ambient (“Opa”) ed echi post-rock interpolati a riverberi neoclassici (“Between The Tides”) è un itinerario emozionale inquieto definito dalla compresenza di luce accecante ed ombra profonda. Una formula che speriamo non rimanga confinata ad un singolo episodio.

10 Playlist per i 10 anni di Sonofmarketing (2010 -2019) – 2015

a cura di sonofmarketing

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This Is The Kit. This is the Kit è lo pseudonimo della cantautrice e polistrumentista britannica Kate Stables. Bashed Out è il suo terzo album in studio che è uscito per la Brassland di Aaron Dessner (The National). Questa è la title-track che mette in evidenza tutta la grazia della sua musica.

Masayoshi Fujita. Masayoshi Fujita è un compositore e vibrafonista giapponese che vive a Berlino. Nel 2015 ha firmato per la celebre Erased Tapes e ha pubblicato l’album “Apologues”. Fra trascendentale e trasecolare, Masayoshi Fujita realizza un’opera di bellezza inenarrabile. Una meraviglia che sta tutta nel fascino dell’esplorazione di uno strumento che ci permette di visualizzare e ascoltare storie.

Hior Chronik. Hior Chronik è un compositore tedesco (di origini greche). “Taking the Veil” è il suo disco uscito nel 2015 e che ha alzato quell’asticella invisibile che ogni artista cerca di superare con ogni disco. Molteplici le collaborazioni: Field Rotation, Sophie Hutchings, Yasushi Yoshida, Yoshinori Takezawa e le voci di Amber Ortolano e Fabiola Sanchez. Questa è “Sailing Away”.

Rafael Anton Irisarri. Fra gli artisti più importanti della musica contemporanea, Rafael Anton Irisarri raggiunge l’apice della sua carriera con la magia di “A Fragile Geography”. Questo nuovo album risulta una sorta di percorso che vuole raffigurare l’instabilità contemporanea che riflette il contrasto fra la bellezza che ci circonda con una serie di eventi e sensazioni che portano disagio e pressione (in particolare riferimento agli Stati Uniti).

Marika Hackman. We Slept at Last” è una frase dal forte impatto, di liberazione e che rivela un passato recente (o lontano, dipende dalla prospettiva) particolarmente pesante, fisicamente e soprattutto emotivamente. L’artwork dominato da un blu notte, tanto suggestivo quanto inquietante, vede una donna accasciata frettolosamente su un letto, divorata dal giorno faticoso o da una vita insostenibile.

Immagini che raccontano una storia, come quelle che propone la cantautrice londinese Marika Hackman che arriva al debutto dopo una serie di interessanti ep. L’innamoramento è veloce, la sua voce è ipnotica e malinconica ed è una calamita, anzi un vortice per tutti gli amanti delle atmosfere “dark”.

Johanna Warren. A due anni dal debutto con “Fates”, Johanna Warren è tornata con un nuovo album. Si intitola “nūmūn”ed è uscito via Team Love. Back vocals e piano a cura di Bella Blasko, Il disco è un concept dedicato alle varie fasi della luna. La figura della luna come stabilizzatore del nostro universo e figurativamente dell’equilibrio fra spirito e corpo, inteso come esistenza. La cantautrice di Portland riprende una certa poetica nel suo nuovo lavoro e non è possibile non ritrovare un certo approccio spirituale anche nella composizione.


Armaud. “How Erase a Plot” è il debutto della cantautrice italiana armaud, pseudonimo di Paola Fecarotta. L’album è uscito per Lady Sometimes Records. Dieci tracce di dream pop soffuso, venato di elettronica e malinconia. Questa è “Lullaby”.

William Ryan Fritch. Non esistono le giuste parole per descrivere la grandezza di questo artista statunitense che in pochi anni si è cimentato in diversi progetti (fra cui Death Blues) e in una serie di album che hanno rappresentato un’evoluzione impensabile e straordinaria (dalla neoclassica e la composizione di colonne sonore alle sperimentazioni melodiche dell’ultimo lavoro). La costante resta la voglia di esplorazione, la curiosità, il coraggio di superare i confini stilistici. Nel 2015 ha pubblicato “Revisionist”, uno dei suoi album più significativi.

The Frozen vaults. The Frozen Vaults è il  collettivo composto da Bartosz Dziadosz (Pleq), Harry Towell (Spheruleus), Yuki Murata (piano), David Dhonau (violoncello) e Tomasz Mrenca (violino). “1816” è l’album di debutto che è uscito via VoxxoV Records.

Shlohmo. Il 2015 è anche l’anno di Henry Laufer aka Shlohmo che pubblica uno dei suoi album più significativi. “Dark Red” uscì per True Panther. Questa è “Emerge From the Smoke”.

Ben Fleury-Steiner. Ben Fleury-Steiner è un sound artist statunitense e fondatore della label Gears of Sand. Nel 2015 è uscito “While The Red Fish Sleeps”per Soft Corridor Records. Il Mastering è a cura di Fraser McGowan (aka Caught In The Wake Forever). Il disco presenta sonorità astratte che abbandonano il concetto di ritmo e struttura a favore di flussi emotivi che seguono gli illogici movimenti della mente umana.

Sòley. Sòley è una delle artiste nordeuropee che ha suscitato maggiore interesse negli ultimi anni. “Ask the Deep” è il suo secondo album che è uscito per Morr Music. Questa è “Follow Me Down”.

Deison e Matteo Uggeri. In the Other House” è il risultato della collaborazione fra i due compositori e musicisti Cristiano Deison e Matteo Uggeri. L’album è uscito per Old Bicycle Records in coproduzione con Final Muzik, Loud Records, Oak Editions.

Sufjan Stevens. Uno degli album del decennio appena passato. “Carrie & Lowell” di Sufjans Stevens non ha bisogno di presentazioni. Questa è “Should have Known Better”.

Goodspeed You! Black Emperor!. Chiudiamo con i GY!BE! E il loro intenso “Asunder, Sweet and Other Distress “.

Pepo Galán “For Victoria”

[Fluid Audio]

Scaturisce dal profondo emergendo lentamente, gradualmente diviene tangibile fino ad essere evidenza assoluta. È il racconto di un miracolo che si ripete , della vita che nasce e riempie gli interstizi di un’altra vita, di un amore rintracciabile solo al di là della superficie, dove si celano gli attimi preziosi. Ci offre uno spaccato della sua anima Pepo Galán attraverso il suo nuovo lavoro, un torrente emozionale interamente ispirato e dedicato alla nascita della figlia a cui il disco è dichiaratamente dedicato fin dal titolo.

È un percorso di luce che lentamente si fa spazio tra trame di ombre tremule, suoni caldi e flebili battiti che morbidamente infrangono fondali granulosi fino a divenire abbagliante risonanza da cui per due volte scaturisce un’avvolgente melodia che trasporta il delicatamente etereo canto di Sita Ostheimer a dare maggiore ampiezza ad una gamma sensoriale  estesa, arricchita nel suo punto centrale dall’ingombrante contributo di Rafael Anton Irisarri.

Lungo il susseguirsi delle sei tracce il flusso si distende placido a formare dense distese di brillanti risonanze che riverberano su ruvida filigrana generando piccoli oceani di intensi sentimenti  che affiorano da quell’organo incastrato in mezzo al petto e visibile con l’ausilio di quei raggi la cui alchimia accompagna la veste grafica di questo intenso viaggio sonoro.

The Place Beyond the Pines #27

a cura di sonofmarketing

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Ramon Lormans. Ramon Lormans è un musicista olandese, virtuoso della Marimba. “A Index Of Wood” è il suo primo album solista e contiene composizioni realizzate da Anthony Fiumara, Aart Strootman e Nik Bärtsch: Vi proponiamo un brano che vede la collaborazione di Soap&Skin.

 

 

Kathryn Joseph. La pianista e cantautrice scozzese Kathryn Joseph ha pubblicato un nuovo album intitolato “From When I Wake The Want Is”. E’ uscito qualche mese fa via Rock Action Records. Il 15 febbraio uscirà un nuovo 7” per il brano “Weight”. La B-side si intitola “Cold”.

 

 

Holly Herndon. “Godmather” è il risultato della collaborazione fra la producer Jlin e la musicista e cantante americana Holly Herndon. Il brano vede anche la collaborazione di Spawn che Holly Herndon definisce “un’intelligenza artificiale cresciuta ascoltando e imparando dai suoi genitori e dalle persone vicino a noi che sono venute a casa nostra o hanno partecipato alle nostre performance.  Spawn è già in grado di fare cose meravigliose. “Godmother” è stata generata ascoltando gli artwork della sua madrina Jlin  e provando poi a reimmaginarli con la voce di sua madre. Questo brano è stato generato dal silenzio, senza campionature, editing o sovraincisioni, sotto la guida del padrino di Spawn, Jules LaPlace”.

 

 

Deison/Bellucci. “Dead Piano” è il risultat della collaborazione fra il sound artist Cristiano Deison e il pianista Andrea Bellucci. Il disco nasce dall’idea di usare il piano in maniera “insolita”, come fonte di un suono differente a quello a cui siamo abituati.

 

 

Chasms. Chasms è un duo di San Francisco che include Jess Labrador e Shannon Madden. “The Mirage” è il loro nuovo album che uscirà a febbraio per Felte Records. E’ stato mixato da Josh Eustis (Telefon Tel Aviv) e masterizzato da Rafael Anton Irisarri. Vi proponiamo il primo singolo intitolato “Shadow”.

 

 

Ellayo. Ellayo è il progetto della cantautrice e musicista newyorkese Natalia Schwien. “For Miriam” è il suo ep di debutto che prende spunto da antichi inni e “vecchi” pezzi orchestrali. Vi proponiamo “Mimic” che mette in evidenza le sue doti vocali e la efficace e potente gestione dello spazio sonoro tendente al minimalismo.

 

 

Giardini Di Mirò. Un grande ritorno. I Giardini Di Mirò hanno pubblicato il nuovo album “Different Times” via 42 Records. Vi proponiamo “Failed to Chart” che vede la collaborazione di Glen Johnson (Piano Magic).

 

 

Xosar. La producer techno Sheela Rahman aka Xosar ha annunciato l’uscita del nuovo album “The Possessor Posses Nothing” che uscirà a febbraio per Bedouin Records. Vi proponiamo il primo estratto”Vibration Accelerator” che mette in mostra un suono oscuro, potente e dalle vibrazioni “noise”.

 

 

Patrick Watson. In attesa del nuovo album, Patrick Watson ha condiviso un nuovo brano che vede la collabroazione della cantante canadese Safia Nolin. Si intitola “Mélancolie”.

 

 

Ginevra. Ginevra è un’interessante cantautrice e musicista italiana. “Forest” è il suo brano di debutto che mette in evidenza la grazia vocale e il suono etereo.

 

 

Lavalu. Lavalu è il progetto della musicista e cantautrice olandese Marielle Woltring. “High Solitary” è il nuovo album uscito per 1631 Recordings. Vi proponiamo l’ipnotica “Hide Me”.

 

 

C’Mon Tigre. Concludiamo con un altro grande ritorno. Il duo misterioso C’Mon Tigre ha annunciato il nuovo album che uscirà a febbraio. Ripeschiamo un brano dallo stroardinario album di debutto del 2014. Questa è “A World Of Wonder”.

 

 

The Place Beyond the Pines #21

a cura di sonofmarketing

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R+R= NOW. R+R= Now è il nuovo collettivo jazz guidato da Robert Glasper. Include Terrace Martin, Christian Scott aTunde Adjuah,  Derrick Hodge, Taylor McFerrin e Justin Tyson. “Change Of Tone” è il primo brano dall’album di debutto.

 

 

 

Innocence Mission. Gli Innocence Mission, la storica band americana guidata da Karen Peris, ha annunciato l’uscita del nuovo album “Sun On the Square”. “Green Bus” è il primo singolo estratto.

 

 

 

Halftribe. Dronarivm ha annunciato il ritorno del sound artist e compositore britannico Halftribe (Ryan Bisset). “For The Summer, or Forever” uscirà ufficialmente il 18 maggio. Questa è l’ipnotica “Anagram”.

 

 

 

Sonae. A tre anni dal debutto, torna l’interessante progetto tedesco della sound artist Sonae. “I Start Wearing Black” è il nuovo album. “Majority Vote” è il primo singolo estratto che mette in evidenza la natura frammentata e noise della sua musica.

 

 

 

Sven Laux. Restiamo in Germania con Sven Laux, producer e compositore tedesco che ha pubblicato un nuovo album intitolato “Schachmatt”, uscito per Whitelabrecs. Vi proponiamo  l’eterea e delicata “Fisher”.

 

 

 

Hoshiko Yamane. 1631 Recordings ha annunciato l’uscita del nuovo album della compositrice e violoncellista giapponese Hoshiko Yamane.”Threads” uscirà ufficialmente il 15 giugno. Vi proponiamo il suggestivo video della title-track.

 

 

 

MyTrip & Evitceles. “Protective” è l’album collaborativo fra i due sound artist bulgari Angel Simitchiev aka Mytrip e Etien Slavchev aka Evitceles. Vi proponiamo la ruvidità di “Unwilling To Restrain”.

 

 

 

Driftmachine. Driftmachine è il progetto che coinvolge Andreas Gerth (Tied & Tickled Trio) e Florian Zimmer (Saroos). “Shunter” è il nuovo album che uscirà il 15 giugno via Umor Rex. “Shift IV” è il primo brano estratto. Il mastering è a cura di Rafael Anton Irisarri.

 

 

 

Homelette. Homelette è un duo italiano che ha realizzato recentemente l’album di debutto. “Empty Suitcase” è uscito per More Letter Records. E’ stato registrato da Dario Tatoli (MAKAI) e masterizzato da Matilde Davoli. Il loro suono unisce eteree atmosfere folk, delicate invasioni elettroniche, una vocalità dolce e calda e una spiccata sensibilità melodica. Vi proponiamo “Ghost”.

 

 

 

A Hawk and A Hacksaw. Un grande ritorno per gli americani A Hawk & A Hacksaw (Jeremy Barnes e Heather Trost). Forest Bathing è il nuovo album uscito per LM Duplication. Vi proponiamo il brano “The Magic Spring”.

 

 

 

Jon Hopkins. Concludiamo con un altro immenso ritorno. Il producer e compositore britannico Jon Hopkins ha pubblicato il nuovo album “Singularity”.Vi proponiamo uno dei brani piu significativi intitolato “Feel First Life”-

 

 

Your silence is the loudest sound

a cura di music won’t save you

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max richter – sofa chess
https://www.youtube.com/watch?v=9e6_Mkz-Obo
the tumbled sea – summer v
https://www.youtube.com/watch?v=LKnmFzZM-Uw
the gentleman losers – ballad of sparrow young
https://soundcloud.com/the-gentleman-losers/ballad-of-sparrow-young
sleeping me – first cell, first love
https://sleepingme.bandcamp.com/track/first-cell-first-love
fuqugi – hibiscus
https://soundcloud.com/fuqugi/hibiscus
rafael anton irisarri – hopes and past desires
https://irisarri.bandcamp.com/track/hopes-and-past-desires
rhian sheehan – standing in silence pt. 5
https://rhiansheehan.bandcamp.com/track/standing-in-silence-part-5
the beautiful schizophonic – orlik
https://cronica.bandcamp.com/track/orl-k
jasper tx – last boat in
https://www.youtube.com/watch?v=Ql2ExuNVYgE
celer – unequal temperament
https://celer.bandcamp.com/track/unequal-temperament-2
last days – your silence is the loudest sound
https://www.youtube.com/watch?v=MkVyHhXNdk4
hildur guðnadóttir – ascent
https://www.youtube.com/watch?v=Sh5Iy88WFlk
danny norbury – this night is for you and for me
https://www.youtube.com/watch?v=JCl70Qz2bGA

sōzuproject “aura”

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Visioni sfuggenti ed impalpabili che galleggiano in ambienti altrettanto evanescenti liberi dai vincoli della gravità. Dopo l’atipica collaborazione condivisa con Bartholomäus Traubeck, torna alla dimensione solitaria Paolo Mascolini aka Sōzuproject pubblicando un nuovo atto del suo percorso artistico, avvalendosi qui del prezioso contributo di Rafael Anton Irisarri.

Facendo riferimento al significato medico e a quello paranormale del titolo del lavoro le immagini sonore definite dal sound artist italiano si sviluppano come vibranti ed indefinite istantanee fuori fuoco prodotte da uno stato di malessere di cui si percepisce l’imminente sopraggiungere, ma anche impercettibili tracce di un’essenza invisibile. Densi fondali si susseguono lungo i sette capitoli del disco striati di frammentarie frequenze pulsanti che come macchie di luce e colore danzano lungo la periferia dello sguardo (“fireflies”) o venati da flebili riverberi che sfociano in sordi battiti regolari (“blind spot”).

Le vischiose persistenze prima di virare verso dilaganti toni plumbei (“migraine shimmers”) si aprono a moti cullanti che disegnano oscure derive melodiche dall’incedere ipnotico (“aura”, dèjà vu”) e si dissolvono temporaneamente per lasciare il posto a nervose trame respingenti che pulsano disturbanti (“acintillating scotoma”) prima di alternarsi alla conclusiva liquida stasi come crepitanti interferenze  cromatiche (“photopic vision”).

È un varco verso un amniotico universo percettivo alterato e a tratti disturbante “Aura”, un espanso sguardo attraverso un mondo tangibile interiorizzato e restituito come pura sensazione.