Paolo Sanna Okra Percussion Project “Segni”

[Minimal Resource Manipulation]

Ampliare i propri orizzonti attraverso una costante sperimentazione di mezzi e tecniche, così come affidarsi al confronto con altri artisti a lui congeniali per trovare nuovi stimoli sono punti fermi dell’infaticabile percorso di ricerca di Paolo Sanna. Non sorprende quindi trovarlo in veste di ideatore di un progetto collettivo orientato per l’appunto all’esplorazione delle possibilità timbriche delle percussioni svolta affidandosi alla libera improvvisazione.

Il punto di partenza di questa nuova pubblicazione dell’Okra Percussion Project è lo studio condotto su un tamburo tradizionale cinese di 33 cm dal quale nasce una partitura grafica intesa a divenire canovaccio condiviso. In realtà “Segni” nasce quindi da un processo solo parzialmente libero, poiché i musicisti coinvolti sono stati invitati ad interpretare questa annotazione  – a dire il vero poco limitante – con laa raccomandazione di suonare in acustico, limitando le sovraincisioni ed includendo gli echi ambientali delle location di registrazione.

Ciò che prende forma è una sequenza di tracciati percussivi free-impro generati da una gestualità misurata, di scenari essenziali disegnati attraverso il ricorso ad una strumentazione minima fatta oggetto di tecniche estese. Stridori, risonanze metalliche, ribollii legnosi danno origine a scenari lowercase profondamente materici capaci di sfuggire totalmente alla sorgente tramutandosi nel fruscio del vento o nel battere della pioggia, assumendo le sembianze di mantra ipnotici e micro-universi  che dialogano in modo fitto col silenzio.

Una prova corale suggestiva condivisa con Matt Atkins, Quentin Conrate, Kevin Corcoran, Francesco Covarino, Giacomo Salis da assaporare affidandosi alla purezza dei sensi.

Paolo Sanna “Scarno Acustico”

[Falt]

È un percorso di ricerca estremamente prolifico quello condotto da Paolo Sanna in completa solitudine o attraverso le numerose e variegate collaborazioni che lo hanno fin qui visto protagonista. La volontà di indagare le potenzialità del gesto percussivo libero e le sue relazioni con strumenti e materiali naturali e non confluiscono costantemente nella strutturazione di itinerari improvvisativi dalle risultanze marcatamente materiche e dallo spirito arcano. Una chiarezza d’intenti profonda ancora riscontrabile in questo nuovo lavoro pubblicato dalla francese Falt.

Battiti, stridori ed echi metallici, abituali componenti dei suoi tracciati risonanti,  tornano qui a sottrarsi all’interazione con frequenze elettroniche – spesso presenti nelle collaborazioni più ampie – e con gli evidenti estratti ambientali utilizzati nel precedente “Stratificazioni”. Il suono nudo ottenuto applicando tecniche estese alle percussioni e agli oggetti trovati converge quindi ancora una volta verso la costruzione di una partitura sonora che ha il sapore della celebrazione ancestrale di un rito rivolto alla rivelazione del potere della natura.

È un tornare costante lungo rotte battute ma capaci di trovare sempre nuovi sbocchi che solo una consapevole ostinazione, una acquisita maturità artistica può permettersi di mettere in atto.

Paolo Sanna “Stratificazioni”

[Grisaille]

Estrapolare l’anima risonante degli oggetti, esplorare le possibili declinazioni del gesto percussivo. Di queste istanze si nutre il fare artistico di Paolo Sanna, la sua inesauribile ricerca di traiettorie narrative intensamente materiche sviluppate seguendo istinto  ed emozione.

Le due tracce che compongono questo nuovo lavoro non si discostano da questa consolidata attitudine e propongono un nuovo duplice itinerario fatto di battiti, stridori, echi metallici interpolati con registrazioni ambientali che rendono ancor più tattile il tutto. Il risultato ottenuto dal musicista sardo oltre a dare vita ad un nuovo ritratto naturalistico, ancora una volta dai marcati richiami ancestrali, si arricchisce di una componente antropologica resa evidente soprattutto nella parte iniziale della seconda traccia. Qui un lungo estratto di voci, catturate probabilmente per strada, emerge su una struttura sonora fatta di ostinate reiterazioni che nel loro ossessivo sviluppo riportano alla trance ipnotica di antichi riti tribali.

Un universo sensoriale vivido, incentrato sulla riscoperta di suoni puri affrancati da astratti processi di levigatura.

Andrea Borghi/Giacomo Salis/Paolo Sanna “MOT”

[tsss tapes]

Incessante e profondamente vitale prosegue la ricerca del duo formato da Giacomo Salis e Paolo Sanna, istintiva esplorazione delle potenzialità della materia di rivelarsi corpo risonante, ancora una volta aperta alla collaborazione con un artista che persegue il medesimo scopo percorrendo vie differenti. Quel che scaturisce dal sodalizio con il compositore elettroacustico Andrea Borghi è un incastro forte e coeso che vede fondersi i rispettivi lessici in un unico ribollente magma profondamente suggestivo.

Sempre riconoscibili, seppure sapientemente diluite nel pulsante paesaggio percussivo di Salis e Sanna, le interazioni elettroniche e le vibrazioni estratte dal giradischi preparato del musicista toscano espandono l’ancestrale universo costellato di battiti e sfregamenti amalgamandosi in modo virtuoso. Da tale connubio scaturiscono due intricati percorsi narrativi, diversi per atmosfera e varietà di toni, che soprattutto nel passaggio centrale della prima presentano un’inattesa apertura verso un orizzonte sonico più immediato e armonioso.

Una traiettoria bipartita inizialmente luminosa e cangiante, che vira verso territori più quieti, quasi notturni, nel suo secondo capitolo rinnovando e aggiungendo ulteriori dettagli ad un itinerario sonico sempre più alchemico e stimolante.

Giacomo Salis / Paolo Sanna “Hint”

[Falt]

Trama che gradualmente si sviluppa attraversando vuoti quasi assoluti e pieni schiaccianti plasmando un racconto vivido e profondamente fisico. Si arricchisce di un nuovo capitolo la fertile collaborazione tra Giacomo Salis e Paolo Sanna, indomiti ricercatori delle celate potenzialità del suono percussivo scisso da limitanti gabbie strutturali.

Assecondando la condivisa visione che predilige libera improvvisazione, sperimentazione di tecniche estese ed estrapolazione di risonanze e riverberi da un campionario sempre più ampio di strumenti ed oggetti , il duo disegna un nuovo tracciato che si inoltra attraverso gli intricati territori del suo materico universo di battiti, stridori e vibrazioni. Modellato con estrema cura, il flusso si dipana in modo dinamico ed avvincente superando in parte il suo carattere ostico dato da un approccio che mira a trascendere la dimensione musicale per divenire vortice narrativo capace di accogliere ogni aspetto del suono.

Traiettorie accidentate per naviganti impavidi a caccia di nuovi, evocativi orizzonti.

Paolo Sanna “Gesture’s consequence”

[AKArec]

Azione che genera suono tramutando in effetto tangibile il pensiero artistico di un musicista alla costante ricerca di nuove forme. Nulla è mai scontato, nessun mezzo è mai percepito semplicemente per come viene comunemente definito lungo il percorso esplorativo di Paolo Sanna, alchimista maturo e consapevole che indaga senza sosta i margini di un universo risonante generato da fonti inattese e da strumenti visti sotto una luce inedita.

Incrociando come d’abitudine i riverberi ottenuti da oggetti trovati e dall’utilizzo di pratiche estese, il musicista sardo plasma una crepitante sinfonia divisa in due movimenti che lascia emergere frammenti carichi di tensione e stille dai forti rimandi ancestrali da un essenziale fondale fatto soprattutto di silenzio. È un’immersione profonda tra pulsazioni ed echi irregolari pervasi del sapore e della consistenza della terra, un tragitto tutt’altro che semplice da intraprendere che richiede attenzione e abbandono, capace di regalare evocative suggestioni a chi si lascerà andare al suo incedere.

paolo sanna “fluorite”

[creative sources recordings]

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Un percorso che procede intenso ed incessante alla ricerca del soffio dello spirito celato all’interno della materia. È attraverso la risonanza percussiva degli strumenti e di ogni oggetto reputato idoneo che Paolo Sanna continua ad esplorare il suo universo emozionale, ampliandone i confini lavoro dopo lavoro.

Del minerale da cui mutua il titolo questo nuovo viaggio possiede la brillantezza cristallina e l’intensità cromatica cangiante, rese attraverso l’utilizzo di una ampia gamma di fonti sonore il cui intricato riverbero a tratti viene interpolato a riprese ambientali e registrazioni radio.

In un incedere sfaccettato  ed irregolare si alternano così essenziali torrenti crepitanti, impetuose cascate di trame metalliche la cui eco genera densità impenetrabili, disorientanti derive attraverso non luoghi improvvisamente cancellati da contemplative danze ipnotiche e stridenti flussi di frequenze distorte segnate da pulsazioni profonde e regolari.

Visioni ribollenti da un paesaggio sempre più vasto e privo di margini.

http://www.creativesourcesrec.com/catalog/catalog_525.html

giacomo salis / paolo sanna percussion duo “humyth”

[confront recordings]

 

Un universo risonante in cui ogni elemento, ogni gesto può assumere valenza rivelatrice. È un’esplorazione dal sapore alchemico quella condotta da Giacomo Salis e Paolo Sanna, una ricerca volta a far emergere la connotazione narrativa che il potenziale percussivo dei corpi possiede.

Seguendo un tracciato che si dipana come un ancestrale rito fatto di precise movenze, i due musicisti combinano battiti e riverberi generati da un vasto numero di oggetti, utilizzati come fonte sonora diretta o come utensile da utilizzare sugli strumenti, che con il loro battere, sfregare, vibrare compongono materiche visioni intrise di una vitalità scaturente dall’energia sprigionata dai gesti. Si avverte costante una profonda comunione tra uomo e natura emergere dai cinque flussi plasmati, sia che evolvano secondo sussurrate trame stridenti od ombrose modulazioni  intersecate da cadenze ipnotiche, sia che assumano forma di metalliche scie dalla densità persistente. Un portato reso pienamente esplicito dalle esecuzioni live catturate nel DVD autoprodotto in 50 copie numerate uscito parallelamente al lavoro, video che mette altresì in evidenza la totale sintonia tra Salis e Sanna mentre con apparente aleatorietà scelgono gli elementi del loro vasto lessico da incastrare per configurare le loro arcane costruzioni.

Un viaggio immaginifico nel quale immergersi privi di preconcetti.

 

paolo sanna “four improvvisation for gong”

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Si arricchisce di un nuovo capitolo il percorso creativo di Paolo Sanna, ancora una volta incentrato sulla ricerca di un linguaggio esteso applicato ad una tipologia di strumento. Dopo aver esplorato le potenzialità del rullante, il percussionista sardo in questo  nuovo disco pubblicato ancora una volta da BUNCH records concentra la sua ricerca timbrica sul gong.

Nelle mani di Sanna lo strumento prescelto conserva, come spesso accade, solo in minima parte la sua natura palese, quella che normalmente si associa ad esso. Le tecniche e i mezzi utilizzati per far vibrare il metallo ci proiettano in un mondo misterioso al quale abbandonarsi privi di riferimenti. Le quattro improvvisazioni ci conducono così attraverso schegge di luce riverberanti capaci di costruire una vera e propria gabbia sonora (“Feng Lwo – 55 cm”) o verso territori vorticosi dal sapore vagamente orientale (“Opera Gong – 21 cm“). Non c’è spazio per manipolazioni, il suono viene colto nella sua purezza sia quando diviene stridente interferenza che si distacca drasticamente dalla sua fonte (“Chaw Lwo – 65 cm”), sia quando ne esalta le caratteristiche evocative espandendone il fattore immaginifico.

Come sempre il lavoro di Paolo Sanna è rivolto a chi nutre interesse per ciò che non è consueto, a chi ama dedicarsi alla scoperta di linguaggi nuovi, certamente non di immediata assimilazione ma di grande fascino.

my problem child / giacomo salis-paolo sanna percussion duo

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La costante ricerca di nuove soluzioni sonore e la spiccata attitudine per la sperimentazione accomunano i due percussionisti sardi Giacomo Salis e Paolo Sanna, che troviamo riuniti in questo split pubblicato dalla berlinese casette label Gravity’s Rainbow Tapes.

Il primo lato è costituito da un trittico di composizioni firmate dal solo Salis sotto l’alias My Problem Child, suo personale progetto elettronico incentrato sulla costruzione di dilatate narrazioni sintetiche atte a costruire un ponte ideale tra suoni ed immagini. “Deer” con i suoi droni oscuri e granulosi in cui si incastrano frammenti rumorosi e pulsazioni ritmiche ci introduce in questo universo fatto di scenografie dense di inquietudine, che trovano una configurazione più fluida e ancor più costellata da innesti taglienti nella successiva più articolata narrazione di “Marclay”. “Interni di donna”, composta come colonna sonora per l’omonima mostra fotografica di Tomaso Spiga, fluisce su un fondale notturno ossessivo dal quale emergono in filigrana variabili sonore cariche di mistero che accentuano la loro atmosfera spettrale quando nel finale appare l’elemento vocale.

L’altra parte del disco è occupata da una lunga improvvisazione live che vede dialogare Salis e Sanna alle prese con svariate tecniche di esecuzione capaci di ampliare lo spettro di soluzioni possibili delle percussioni utilizzate. Tracce ritmiche, frammenti rumorosi e misurate pause si alternano strutturando un racconto articolato in continua evoluzione capace di non dare mai riferimenti certi e spingendo costantemente ad inseguire un filo logico in divenire.

Accomunati dagli intenti e dalle premesse, i due lati di questo lavoro condiviso ci propongono due mondi sinestetici certamente differenti nelle atmosfere ma assolutamente compatibili e ugualmente avvincenti.