Musica – Sostantivo Singolare Femminile (parole da “Still I Rise” – Maya Angelou)

a cura di L’attimo fuggente

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You may write me down in history
With your bitter, twisted lies,
You may trod me in the very dirt
But still, like dust, I’ll rise.

(Aldous Harding – The Barrel)
https://www.youtube.com/watch?v=QyZeJr5ppm8

Does my sassiness upset you?
Why are you beset with gloom?
‘Cause I walk like I’ve got oil wells
Pumping in my living room.

(Shhe – Boy)
https://www.youtube.com/watch?v=D-UDAd5Zo9M

Just like moons and like suns,
With the certainty of tides,
Just like hopes springing high,
Still I’ll rise.

(Weyes Blood – Movies)
https://www.youtube.com/watch?v=RFtRq6t3jOo

Did you want to see me broken?
Bowed head and lowered eyes?
Shoulders falling down like teardrops,
Weakened by my soulful cries?

(Julia Jacklin – Don’t Know How To Keep Loving You)
https://www.youtube.com/watch?v=jwDPzTW-HBA

Does my haughtiness offend you?
Don’t you take it awful hard
‘Cause I laugh like I’ve got gold mines
Diggin’ in my own backyard.

(Faith Eliott – Loomis)
https://faitheliott.bandcamp.com/track/loomis

You may shoot me with your words,
You may cut me with your eyes,
You may kill me with your hatefulness,
But still, like air, I’ll rise.

Dana Gavansky – One By One
https://www.youtube.com/watch?v=nVRyQ9OdGe0

Does my sexiness upset you?
Does it come as a surprise
That I dance like I’ve got diamonds
At the meeting of my thighs?

(Hannah Cohen – Wasting My Time)
https://www.youtube.com/watch?v=hP0osaPbV4w

Out of the huts of history’s shame
I rise
Up from a past that’s rooted in pain
I rise

(Rozi Plain – Swing Shut)
https://www.youtube.com/watch?v=Q9SS-WVAEzE

I’m a black ocean, leaping and wide,
Welling and swelling I bear in the tide.
Leaving behind nights of terror and fear
I rise

(Stella Donnelly – Tricks)
https://www.youtube.com/watch?v=0Q0t_dDKjyI

Into a daybreak that’s wondrously clear
I rise
Bringing the gifts that my ancestors gave,
I am the dream and the hope of the slave.
I rise
I rise
I rise.

(Emily Fairlight – Water Water)
https://www.youtube.com/watch?v=jVF3eU3JVfQ

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Happy Collapse 01

A cura di Stefano De Ponti

© Alessandro Ligato

musiche di

Moon Ra / Skag Arcade / meanwhile.in.texas / Fabio Monni /Marco Clivati / Giona Vinti / Sedgemore / Anacleto Vitolo / Baldini-Borghi–Ciampalini / Antonio Tonietti / Camilla Pisani / Patrizia Oliva / Emanuele Magni

Federico Mosconi “Light not Light”

[shimmering moods records]

L’immaginazione quale specchio di un reale sfuggente, il dato concreto diluito fino ad essere tramutato in instabile percezione. È un processo di trasfigurazione che fonde e confonde gli elementi sottraendone corporea certezza quello messo in atto da Federico Mosconi, un’esplorazione che stravolge il suono rendendolo materia informe con cui costruire scenari inafferrabili.

Partendo dalle risonanze di una chitarra classica filtrare fino ad assumere la forma di viscoso flusso di frequenze sintetiche da modulare finemente, il musicista veneto plasma una sequenza di liquide visioni che dell’immagine originante trattengono il portato sensoriale rinunciando quasi totalmente alla mimesi del suono. Solo a tratti dal denso torrente così definito emergono echi ambientali e stralci armonici che dichiarano palesemente la fonte da cui tutto sgorga riconnettendo per un attimo il dato emozionale alla componente tangibile.

Ne scaturisce un evocativo itinerario di trame evanescenti in costante evoluzione che si espandono secondo coordinate cangianti che vanno dalla nostalgica quiete di “Memories not Memories” alla rumorosa irruenza di “Storm not Storm”, dalla seducente danza venata di inquietudine di “Melody not Melody” fino all’oscura gravità di “Dark not Dark”.

Un’immersione in un universo surreale concepibile ma mai pienamente definito.

Happy Collapse

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Il valore del pensiero lento.
Immerso in un universo frenetico che spinge costantemente verso l’omologazione del processo produttivo e la contrazione dei tempi di reazione a qualsivoglia stimolo sensoriale, l’uomo ha gradualmente disimparato i vantaggi ed il gusto relativi alla riflessione ponderata distante dalle false esigenze dettate da un dover essere costante connessi.

Distaccandosi dalle logiche da macchina proprie dell’ambiente virtuale e riconquistando una dimensione culturale incentrata sull’essere, Happy Collapse si propone quale interstizio in cui ritrovare il necessario spazio di riverbero che consenta al gesto creativo di affermarsi nella sua pienezza, uno spazio di ascolto creato affidandosi all’istinto in cui favorire rapporti di relazione inattesi.

Con cadenza mensile a partire dal prossimo equinozio di Primavera e per un anno esatto, Stefano De Ponti ci condurrà alla scoperta di tracciati risonanti costruiti in presa diretta accostando e sovrapponendo materiali  accuratamente selezionati per definire flussi che attraverso il confronto giungano alla definizione di  esplorazioni soniche capaci di espandere l’eco di ogni singola componente. Ciascuna delle 12 trame sarà pubblicata sul canale mixcloud di SoWhat e verrà successivamente cristallizzata in formato fisico su supporto di volta in volta definito corredato dalle immagini fotografiche appositamente realizzate da Alessandro Ligato.

Adriano Zanni “Ricordo quasi tutto”

[Bronson Recordings]

Frammenti che riemergono dal passato come appigli a cui aggrapparsi per proiettare lontano lo sguardo alla ricerca di un orizzonte momentaneamente precluso. Dopo averci condotto attraverso l’audio-visivo “Siamo quasi tenebra” alla scoperta  delle misteriose vibrazioni delle terre d’Islanda, converge verso la dimensione del viaggio interiore Adriano Zanni consegnandoci un itinerario profondamente personale che traccia i margini sensoriali di un momento di vita complesso.

Assecondando la necessità di evadere da una condizione di imposto isolamento, l’artista romagnolo costruisce un ideale via di fuga che trova nel caldo abbraccio dei ricordi la sua porta di accesso. Echi ambientali catturati nel territorio in cui abitualmente si muove conferiscono tangibile consistenza ad uno scenario in cui lasciare espandere libero un flusso altalenante di sensazioni plasmato attraverso sinuose frequenze che si insinuano tra i suoni della costa e degli attimi di vita vissuti. Procedendo dal placido incedere sulla spiaggia accompagnato dal moto della risacca, la linea emozionale si muove man mano verso frangenti più oscuri e dolenti, giungendo nel tratto centrale del capitolo più intenso a svincolarsi dalla presenza del dato oggettivo per divenire presenza unica.

È un tracciato sinestetico immersivo , un percorso che non sente la necessità del supporto delle immagini per rivelare una forza evocativa avvolgente e coinvolgente interamente affidata alla vivida potenza immaginifica del suono.

Sōzuproject “Fragility can fly”

Lo sguardo perso nella sconfinata maestosità di un paesaggio immutabile improvvisamente catturato da un piccolo, silente incanto che conduce su un unico piano l’eterno e l’effimero. È  al cospetto della possanza delle dolomiti ed in compagnia dell’inatteso battito silente delle ali di una piccola farfalla che Paolo Mascolini si ritrova a riflettere sulla travolgente forza che può scaturire da ciò che appare lieve e fragile, pensiero tradotto in suono nelle sette tracce del suo ultimo lavoro come sempre firmato Sōzuproject.

Vaporose saturazioni in persistente dilatazione generano densi fondali flebilmente modulati, costantemente contaminati da luminose danze armoniche che si insinuano ad infrangere una stasi quasi imperturbabile, imponendosi come sequenza di gesti minimi capace di scandire e rendere unico uno scorrere altrimenti privo di variazione e soluzione di continuità. Cristallizzandosi in forme sempre differenti la materia risonante disegna sinuose traiettorie capaci  di restituire un caleidoscopio emozionale  che si muove tra frequenze pervase di indissolubile tensione (“Fragility can fly”, “Betrayed by light”) e cullanti risacche dall’incedere mesmerizzante (“Glaiding”, “Kite”).

Un susseguirsi di evocativi tracciati sensoriali che celebrano la preziosa energia scaturente dall’accoglienza della diversità e della fragilità proprio e altrui attraverso la miracolosa grazia del volo.

øjeRum “Nattesne”

[eilean]

Come il bagliore della luna in una quieta notte di fine inverno, così il suono si propaga cristallino, denso di ammalianti riverberi onirici. A oltre due anni di distanza la denominazione øjeRum  torna a segnare un punto sulla caleidoscopica mappa ambientale curata dalla eilean rec. confermando  ancora una volta la prolificità creativa di Paw Grabowski.

Stille acustiche ed echi stranianti risuonano tra solenni trame d’organo generando un mistico fluire scandito in quindici tappe prive di denominazione, che solamente in un frangente si nutre del caldo conforto dell’incantevole vocalità di Siri Anna Flensburg, affidando per il resto alla minimale purezza del suono la costruzione di un algido notturno pervaso di denso mistero suggerito dalla stessa opera dell’artista danese che campeggia in copertina.

Un’immersione placida in un universo magico velato di tenue oscurità che avvolge e rapisce con seducente fascino.