steve pacheco “constellate”

[dauw]

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Nuotando in assenza di gravità attraverso una distesa di riverberanti stelle. A condurci in questo evanescente mare cosmico è Steve Pacheco, artista americano al debutto discografico per la tape label belga dauw.

Nebulosi bordoni dall’incedere flessuoso tracciano lente scie dalle quali emergono in filigrana oniriche tracce elettroacustiche che brillano incostanti indicando la direzione in cui far perdere lo sguardo. Il tempo si dilata fino a raggiungere un’apparente immobilità nella quale il suono si diluisce fino a raggiungere un’estrema rarefazione capace di avvolgere ogni frammento rendendolo irreale.

Non c’è traccia di elementi che diano misura e scansione e soltanto i brevi silenzi tra le sette tracce impediscono di percepire “Constellate” come un’unica corrente che fluisce senza soluzione di continuità.

Deriva onirica sinuosa e ovattata.

hotel neon “context”

[fluid audio]

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Un vaporoso notturno dai contorni cangianti nel quale immergersi lasciando fluire libera l’immaginazione. Non una storia compiuta, ma una vivida traccia gravida  di spunti vuole essere il nuovo lavoro plasmato dagli Hotel Neon, un percorso attraverso possibili paesaggi la cui concretizzazione è affidata a chi sa abbandonarsi all’ascolto ed in questa ottica deve essere considerata anche la scelta di nominare secondo un anonimo orario le nove tracce di “Contex”.

Si muovono sinuose le trame droniche definite dai gemelli Tasselmyer e Steven Kemner (perfettamente colte ed espanse da Hakobune che collabora in uno dei capitoli del disco), consentendo di scivolare lentamente ed in profondità nell’universo sinestetico predisposto. Costante è la variazione di sfumatura ed intensità che definiscono le evanescenti e calde modulazioni, consentendo di generare scorci differenti all’interno di un’atmosfera generale coesa ed avvolgente. La sensazione è quella di galleggiare in un’amniotico universo popolato da spettrali presenze in attesa di un gesto che consenta loro di prendere vita, portato emozionale corroborato dalle foto di Nieves Mingueza che accompagnano il disco.

Onirico e dalla valenza fortemente narrativa malgrado l’intenzione di rimanere volutamente indefinito, “Context” è un viaggio da affrontare ad occhi chiusi mantenendosi estremamente ricettivi e sensibili ad ogni minimo dettaglio.

stefano de ponti “fin d’ersástz / 20xx – 2016”

[grotta records]

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Fermarsi a riflettere lungo la strada fin qui percorsa per generare un punto di ripristino dal quale ripartire imboccando nuove direzioni. È molto più di un semplice mixtape il nuovo disco pubblicato da Stefano De Ponti, vero e proprio collage di eterogenei frammenti che sommandosi definiscono un universo emozionale convulso ma perfettamente coerente.

Voci narranti, dilatate modulazioni ambientali e schegge di tessiture melodiche si susseguono senza soluzione di continuità, dando vita ad un ricco e caleidoscopico catalogo che combina processi di sperimentazione sonora  agli elementi che nel corso degli anni hanno costruito il fertile substrato dal quale gli stessi hanno avuto origine. Il flusso derivante, plasmato con una maestria che emerge netta nella definizione dei momenti di transizione tra le parti, scorre via avvolgente ed incisivo attraverso trame evocative fortemente cinematiche, che nella loro mancanza di rifinitura accurata lasciano trasparire l’urgenza espressiva alla base del lavoro.

Oltre all’insieme di riferimenti espliciti, “Fin d’Ersátz / 20xx – 2016” si nutre di un simbolismo disseminato tra le pieghe della sua veste complessiva, dando modo di poterne carpire il moto interiore dal quale questo affascinante viaggio prende le mosse.

 

fjordne & stabilo “andrew”

[sound in silence]

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Due sguardi diretti verso lo stesso orizzonte che generano immagini differenti ma complementari, capaci di creare una variegata ed inaspettata coesione. Arrivano entrambi dal Giappone i due autori che in egual misura si suddividono le quattro tracce di “Andrew”, da Tokyo Fujimoto Shunichiro aka FJORDNE e da Hiroshima Yasutica Horibe aka stabilo. L’obiettivo comune è quello di creare narrazioni ibride dal forte impatto cinematico attraverso combinazioni di armonie pianistiche dal sapore neoclassico e ampie ed elaborate modulazioni sintetiche.

Entrambe le tracce composte da FJORDNE si sviluppano a partire da morbide linee melodiche venate di  nostalgico romanticismo che improvvisamente si scontrano con frequenze sintetiche ruvide, generando oblique tessiture dall’incedere stridente ed irregolare. La stratificazione risultante riesce a far coesistere sullo stesso piano dimensioni solo apparentemente inconciliabili, fuse in un equilibrio spiazzante.

Un’ambience vaporosa e dilatata costituisce il fondale denso da cui invece emergono i frammenti acustici di stabilo, che fluiscono sospesi  nell’eterea e persistente tessitura che le accoglie diluendosi gradualmente nelle sue atmosfere crepuscolari e malinconiche.

È un’alternanza che crea un microcosmo variegato e affascinante che dischiude paesaggi  mutevoli accomunati dallo stesso cielo.

covarino/incorvaia “perugia”

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Niente trucchi, niente correzioni, ma affidarsi soltanto ad una sintonia rapidamente ritrovata malgrado una lunga essenza. Sono questi i presupposti dai quali nasce l’opera prima del duo formato dal percussionista Francesco Covarino e dal chitarrista Alessandro Incorvaia, ritrovatosi dopo 14 anni a suonare di nuovo insieme nella loro Perugia.

Le cinque tracce che compongono il disco, pubblicato dall’inglese Preserved  Sound, sono dialoghi tesi e serrati fatti di fitte improvvisazioni su strutture cangianti che variano dalle ossessive spirali in crescendo di “#1” e “#3” fino ai placidi e malinconici intrecci della conclusiva “#6”, passando attraverso le trame più libere e destrutturate di “#2” e dalla breve ariosa solarità di “#5”. Le atmosfere delineate rimandano a sonorità degli anni 90, in particolar modo al post rock di band di culto quali i Tortoise, che qui si arricchiscono di una componente ambientale che ne espande il lessico e che si arricchisce di ulteriori sfumature grazie agli innesti di basso e lap steel  di Marcos Muniz e di contrabbasso di Alfonso Alcalà.

Scorrono veloci i quaranta minuti di “Perugia” col loro carico di ispirazione feconda e quel senso di freschezza e libertà che contraddistingue la musica che nasce dalla passione profonda.

benjamin finger “10”

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Preannunciata dalla pubblicazione dell’ep “9,5” arriva a compimento la tappa dance della prolifica e sfaccettata produzione musicale di Benjamin Finger. Sono infatti le pulsazioni ritmiche ad essere assolute protagoniste del nuovo lavoro pubblicato da Sellout! Music.

Nei dieci brani che lo compongono non sono comunque totalmente assenti i tratti sonori a noi più cari che contraddistinguono l’abituale lavoro dell’artista norvegese. Le linee ritmiche infatti si incrociano e si fondono a tratti con frequenze granulose e ruvide (“Ibitchian Raper”, “Jive Ass Screamers “) o si combinano in flussi amniotici avvolgenti e accattivanti (“Party Corpse”, “Kiddie Ninja Weekend”).

Chiusa questa efficace parentesi da beatmaker, attendiamo un ritorno ad una dimensione più quieta e meditativa che ci riporti verso orizzonti più congeniali o una nuova spiazzante trasformazione. Restiamo in ascolto.

Today Seems Like Yesterday: L’Attimo Goes 1986

a cura di L’attimo fuggente

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P.I.L. – Rise
“Anger is an energy”

Hüsker Dü – Don’t Want To Know If You’re Lonely
“I’m curious to know exactly how you are
I keep my distance but that distance is too far
It reassures me just to know that you’re okay
But I don’t want you to go on needing me this way
And I don’t want to know if you are lonely”

R.E.M. – Fall On Me
“Buy the sky and sell the sky and lift your arms up to the sky
And ask the sky and ask the sky”

The Housemartins – Happy Hour
“Where they open all their wallets
And they close all their minds
And they love to buy you all a drink
And then we ask all the questions
And you take all your clothes off
And go back to the kitchen sink ”

James – Why So Close
” One false move and we all fall down
No funeral games, no such fun
Here’s your ticket to the party
That’s what you get for playing with a gun ”

Felt – All The People I Like Are Those That Are Dead
” Maybe I should entertain
The very fact that I’m insane.
I wasn’t fooling when I said,
All the people I like are those that are dead.”

The Smiths – There Is A Light That Never Goes Out
“And if a double-decker bus
Crashes in to us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well the pleasure, the privilege is mine ”

Billy Bragg – Greetings To The New Brunette
” Sometimes when we’re as close as this
It’s like we’re in a dream
How can you lie there and think of England
When you don’t even know who’s in the team”

XTC – Dear God
“Dear God, sorry to disturb you, but… I feel that I should be heard
loud and clear. We all need a big reduction in amount of tears
and all the people that you made in your image, see them fighting
in the street ‘cause they can’t make opinions meet about God,
I can’t believe in you”

Elvis Costello And The Attractions – I Want You
“Oh my baby baby I love you more than I can tell
I don’t think I can live without you
And I know that I never will
Oh my baby baby I want you so it scares me to death
I can’t say anymore than “I love you”
Everything else is a waste of breath”

Everything But The Girl – Don’t Let Your Teardrops Rust Your Shining Heart
“Sorrow is a lonely road
Where the rain like your tears
Beats heavy on the roof above your head
Tomorrow is a lovers’ town
That’s been beaten down
And the hands of winter holds the life we’ve led”

The Triffids – Stolen Property
” There’s someone standing in the rain like they have no place to go
Maybe that someone is you, maybe someone you don’t aim to know
Maybe lost possessions
Maybe stolen property
You just lie around waiting on a signal from heaven
Never had to heal any deep incisIon
Darling you are not moving any mountains
You are not seeing any visions
You are not freeing any people from prison”

Talk Talk – Life’s What You Make It
“Baby, life’s what you make it
Celebrate it
Anticipate it
Yesterday’s faded
Nothing can change it
Life’s what you make it”

Coil – Ostia (The Death Of Pasolini)
“Out of the strong
Came forth sweetness.”
Throw his bones over
The White Cliffs
of Dover
And murder me
In Ostia.”

Cocteau Twins – Fluffy Tufts
” I don’t need my lover
(Any day now all of us will…)”


This Mortal Coil – Strength of Strings
” In my life the piano sings
Brings me words that are not the strength of strings.
Fiery rain and Ruby’s cooling sun.
Now I see that my world has only begun.
Notes that roll on winds with swirling wings…”


David Sylvian – Taking The Veil
“In dresses white, all set for sail
A little girl dreams of taking the veil”